Oggi è il grande giorno della prima medaglia olimpica verticale

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Sono passati quasi quarant’anni dalla prima gara d’arrampicata, in Italia, a Bardonecchia, e gli Edlinger e i Glowacz sono diventati gli Ondra e i Narasaki di adesso. Non era primitiva, quell’arrampicata degli anni ’80. Ciò che avevano realizzato quei nomi, con quei materiali e quelle conoscenze è eccezionale e attuale pure adesso. Ma in mezzo, in tutti questi anni, è cresciuto un movimento enorme e destinato a crescere ancora di più ed è per questo che siamo arrivati alle Olimpiadi, un po’ sgomitando e un po’ accettando dei compromessi, come la velocità monopercorso e la formula della combinata.

Ma va bene, ci siamo, oggi verrà assegnata la prima medaglia olimpica della storia della verticale. Ed è un giorno storico che va celebrato, comunque vada e chiunque vinca. Sarà un successo. Nostro, di tutti coloro che hanno lavorato in ogni paese per divulgare la verticale e farlo diventare uno sport normale e accettato dall’immaginario collettivo; dell’IFSC che con Marco Scolaris ha trovato il canale giusto per accedere alla più grande kermesse sportiva internazionale.

L’Italia non sarà rappresentata né oggi né domani in occasione della finale femminile, ma la community dei climbers non è quella del calcio. L’amore per questo sport va oltre i confini e le maglie e sarà una festa lo stesso.

Bassa Mawem ha subito il distacco del bicipite, ma non sarà sostituito da Megos, la IFSC lo ha specificato in un comunicato ieri sera. Buon divertimento a tutti!

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