Veneto, Abruzzo, Marche ed Emilia: si scala dal 4.

Un settore di Roccamorice, candidata al sovraffollamento e DA EVITARE nei giorni festivi Foto AGD

Lo Stato demanda alle regioni le precisazioni sull’outdoor

Dopo il pasticcio sull’interpretazione del termine “congiunti” il governo centrale getta la spugna e lascia che siano le Regioni ad occuparsi, se lo ritengono, di fare chiarezza sul peggiore dei DPCM finora emessi dall’inizio dell’emergenza. La gestione dell’emergenza sanitaria si è rapidamente mischiata con la gestione della crisi economica, il tutto condito dalle lotte politiche tra chi vorrebbe prolungare oppure accorciare l’emergenza covid non in base a considerazioni sanitarie ma in base agli obiettivi di potere. Ecco perché, anche nel campo dell’outdoor, siamo alla fase “cani sciolti”, ovvero i governatori regionali che, per logica, conoscenza del territorio e appartenenza politica stanno prendendo in questo ore decisioni autonome nella materia che ci interessa.

La regione Veneto è stata la prima, seguita ieri sera a ruota dalla regione Abruzzo e dalle Marche. In tutte queste tre regioni, ci si potrà spostare per scalare dal 4 di maggio anche con mezzi propri purché all’interno dei confini regionali. In Veneto anche da oggi al 3 Maggio, ma solo spostandosi all’interno del proprio comune.

Un po’ diversa la posizione dell’Emilia Romagna, che ha dato lo stesso tipo di via libera, ma solo con spostamenti consentiti su base provinciale, cioè entro i confini provinciali.

Le regioni dalle quali più ci si aspettava una apertura veloce, Val d’Aosta e Friuli Venezia Giulia, al momento non hanno ancora deliberato. Liguria, Piemonte, Trentino e Lombardia sono le regioni meno stabilizzate sul fronte contagi e più difficilmente delibereranno a breve in un senso favorevole alle attività outdoor. Chiediamo ai lettori che avessero news di prima mano, di aggiornarci, tramite la nostra pagina FB o scrivendo a paretiATpareti.it, su ulteriori ordinanze locali delle prossime ore.

Si ricorda che l’accesso a tutti i singoli siti potrà però essere interdetto a livello comunale. Esempi: il sindaco di Lecco ha vietato la frequentazione di tutti i sentieri, di fatto impedendo accedere alle pareti rocciose; oppure la Pietra di Bismantova, situata all’interno del territorio provinciale di Reggio Emilia. Durante l’emergenza Covid l’unica strada di accesso al sito è stata chiusa per ordinanza del Comune di Castelnovo Monti. Non è ancora dato sapere se dal 4 Maggio la situazione cambierà.

Cosa non bisognerà fare

Qualche non dovrà assolutamente cambiare sarà il comportamento prudenziale che Tutti i climbers dovranno mantenere per il rispetto di sé stessi e degli altri, evitando ogni tipo di assembramento, peraltro vietato in tutte le ordinanze di queste regioni che hanno dato il via libera. Come ha giustamente detto uno dei top climbers italiani, Silvio Reffo, “preferisco la gallina domani che l’uovo oggi”, per far far ben capire che i comportamenti sbagliati, facilmente fotografabili e immediatamente trasmissibili sui social con un clic, potrebbero fare richiudere tutto e subito.

Quindi non assembratevi; se c’è già gente cambiate posto e se non è possibile cambiare posto allora cambiate giorno, rispettate la regola che chi prima arriva meglio alloggia: in una emergenza covid una falesia normale con venti vie diventa una falesia con 8-10 vie al massimo, perchè venti climbers sarebbero già troppi per rispettare le ordinanze di legge che si basano sul distanziamento sociale. AGD

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