Veloce di Scarpa: il test

La prova su roccia e su plastica della nuova intermedia dell’azienda asolana

Vecchia questione quella della scarpetta destinata ai principianti. Scarpa a suola dura o a suola morbida per il climber ancora non affermato e poco propenso a spendere una tripla cifra per una calzatura da scalata? Per la verità, i nostri lettori più attenti e più “storici” lo sanno: noi dubbi non ne abbiamo mai avuti e ci siamo sempre schierati in favore della suola morbida. Cioè crediamo profondamente che un principiante dovrebbe scegliere, come prima scarpetta della carriera, una calzatura senza intersuola; anche se le sue dita non sono ancora forti quanto quelle di un climber affermato e anche se il cambio di sensazione, dalla scarpa da ginnastica in cui una persona ha sempre vissuto a un guanto stretto di pelle e gomma, è un cambio molto importante e pure traumatico. Ma in arrampicata, secondo noi, “feeling is king” e questa nuova Veloce di Scarpa è davvero la regina del feeling. Il climber sente gli appoggi; ne sente bene la forma e la dimensione e persino il grado di aderenza, proprio come nei modelli che in tripla cifra vanno in carrozza, come le Drago o le Furia della stessa prestigiosa marca. 

Insomma il contrario di quello che succede normalmente con la stragrande maggioranza delle scarpe di primo prezzo e dedicate ai principianti che si trovano attualmente sul mercato, comprese le “cinesi” di alcune marche europee, europee solo sulla carta: comode e un po’ molli sopra e dure come il cemento sotto il piede, “colpa” della costruzione e soprattutto dell’intersuola che allontana ancora di più la pelle del piede dalla roccia. 

Il fatto è che costruire una scarpa dura, magari con un’unico pezzo di suola dalla punta al tallone, costa assai meno rispetto costruirne una morbida, nella quale, per fare il modo che la calzatura abbia comunque un comportamento stabile malgrado la morbidezza, bisogna adottare accorgimenti e materiali che costano al produttore e quindi al consumatore finale. Scarpa Spa, con le Veloce, è riuscita ad arrivare a un compromesso, non di qualità, ma un compromesso di prezzo. E’ riuscita insomma a far rimanere lo scontrino di vendita appena sotto ai 100€ (attenzione, il listino sarebbe 119€, ma ormai è internet che fa i prezzi e sul web si trovano già a 96€) per una scarpetta che solo un piede molto molto esperto riesce a percepire come leggermente meno performante rispetto a un modello di fascia altissima. Ci scommettiamo che diversi top climbers l’adotteranno come “bulk shoe”, cioè la scarpetta con la quale la maggior parte dei tiri e dei blocchi, riservando l’alta gamma solo per i problemi e le vie veramente speciali: queste sono troppo comode e comunque performanti per rinunciare alla comodità in nome di una differenza veramente sottile con il top. L’arcuatura è scarsa ed è giusto: ai principianti non piace perchè forza a una camminata e a posizioni innaturali. La punta è più arrotondata rispetto a un modello top, ma questo la penalizza solo nei buchetti, mentre si guadagnano altri punti sul fronte della comodità, fondamentale per un principiante, gustosa per un esperto 

La calzata è molto comoda e la velcro sottile chiude bene e sembra aver superato i problemi di stabilità che aveva l’allacciatura (simile ma non identica) della Furia S. Il tallone è un altro punto di forza di questo modello, ed è una caratteristica anomala per una scarpetta che sarebbe destinata principalmente a un pubblico meno esperto. Tallona bene e in modo stabile e sensibile; il fascione grigio laterale agguanta la zona del tallone incaricandosi della spinta in avanti e sgravando il retro della scarpa, sotto il tendine d’achille, del tradizionale e doloroso ruolo di spinta verso la punta; altri punti ancora guadagnati in comodità. La suola sfata il mito che quattro millimetri di spessore siano il meglio per una scarpetta “per tutti”. L’aderenza è buona, la sensibilità è eccellente. Insomma: ecco una scarpetta dedicata ai principianti che davvero vogliono imparare a scalare “sentendo” le sensazioni che arrivano dal basso; con una cosa così ai piedi si impara a scalare prima. E i top hanno una scarpa di backup comoda e di alto livello.

The old question is that of the shoe intended for beginners. Hard-soled or soft-soled shoe for the climber not yet established and unwilling to spend a triple sum for a climbing shoe? Actually, our most attentive and most “historical” readers know this: we have never had doubts and we have always sided in favor of the soft sole. That is, we deeply believe that a beginner should choose, as the first shoe of his career, a shoe without a midsole; even if his fingers are still not as strong as those of an established climber and even if the change of feeling, from the sneaker that a person has always lived in to a tight glove of leather and rubber, is maybe traumatic. But in climbing, in our opinion, “feeling is king” and this new Veloce by Scarpa is truly the queen of feeling. The climber feels the supports; he feels well the shape and size and even the degree of grip, just like in the models that go in a carriage in triple figures, like the Drago or the Furia of the same prestigious brand. In short, the opposite of what normally happens with the vast majority of first price shoes dedicated to beginners that are currently on the market, including the “Chinese” ones of some European brands, European only on paper: comfortable and a little soft on the top. and as hard as the concrete under the foot, “the fault” of the construction and above all of the midsole which further distances the skin of the foot from the rock. The fact is that building a hard shoe, perhaps with a single piece of sole from toe to heel, costs much less than building a soft one, in which, to ensure that the shoe has a stable behavior despite its softness, it is necessary adopt measures and materials that cost the producer and therefore the final consumer. Scarpa Spa, with the Veloce, has managed to reach a compromise, not of quality, but a compromise of price. In short, she managed to keep the sales receipt just under € 100 (attention, the price list would be € 119, but now it is the internet that makes the prices and on the web they are already at € 96) for a shoe that only one foot very very experienced manages to perceive it as slightly less performing than a very high-end model. We bet that several top climbers will adopt it as a “bulk shoe”, that is the shoe with which most of the shots and blocks, reserving the high range only for problems and really special routes: these are too comfortable and however performing to give up comfort in the name of a truly subtle difference with the top. The arching is poor and that’s right: beginners don’t like it because it forces a walk and unnatural positions. The tip is more rounded than a top model, but this penalizes it only in the small holes, while you earn other points on the comfort front, essential for a beginner, tasty for an expert The fit is very comfortable and the thin velcro closes well and seems to have overcome the stability problems that the lacing (similar but not identical) of the Furia S had. The heel is another strong point of this model, and it is a characteristic anomalous for a shoe that would be mainly intended for a less experienced audience. Heel well and in a stable and sensitive way; the gray lateral band grabs the heel area taking care of the forward thrust and relieving the back of the shoe, under the Achilles tendon, of the traditional and painful role of pushing towards the toe; still other points earned in comfort. The sole dispels the myth that four millimeters thick is the best for a shoe “for everyone”. The grip is good, the sensitivity is excellent. In short: here is a shoe dedicated to beginners who really want to learn to climb by “feeling” the sensations that come from below; with such a thing on your feet you learn to climb first. And the tops have a comfortable, high-end backup shoe.

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