Scegli la falesia del 9 Maggio!

Glenda Pelosi a Bismantova, Foto AGD

Se le aperture saranno su base regionale…

Quali saranno i punti caldi verticali (da evitare) il 9 maggio? Se la tanto agognata riapertura dell’attività outdoor avverrà effettivamente in quella data e, come scritto dai principali quotidiani, su base strettamente regionale, sarà inevitabile che ci saranno delle falesie potenzialmente intasate. Non ci si potrà infatti recare in una regione diversa da quella di appartenenza, obbligo dettato dall’esigenza di scongiurare la migrazione verso le spiagge e i laghi. 

Quindi anche i climbers da monotiro dovranno adattarsi e cercare di non affollarsi tutti nello stesso posto, cosa che sarà facile per alcuni e meno facile per altri.

Probabilmente la falesia più intasata di tutte sarà la Pietra di Bismantova, che è senza dubbio l’unico polmone di qualità di un’intera regione, l’Emilia – Romagna, che va da Piacenza a Rimini. I liguri non avranno troppi problemi a disperdersi grazie all’enorme offerta dei comprensori di Albenga e Finale Ligure, abituati ad assorbire climbers provenienti da tutto il mondo; anche piemontesi, lombardi e trentini hanno a disposizione grande possibilità di scelta, ma a maggio sullo gneiss piemontese farà già caldo e una concentrazione di Torinesi in Valle dell’Orco è probabile. Anche in Lombardia le “zone calde” saranno probabilmente già piuttosto in quota, Val di Mello su tutti. I trentini, senza tedeschi, austriaci e  “foresti” staranno come papi, con un terreno di gioco enorme da gustare in esclusiva. Felici per essere liberi ma meno “dotati” saranno i veneti: se farà caldo le poche (ma belle) falesie di qualità delle Dolomiti bellunesi potrebbero essere un po’ massificate, Laste su tutte.

Scalando a Chesod, foto AGD

I Friulani potrebbero salire in tanti, quasi troppi, a Monte Croce Carnico e i marchigiani fare lo stesso alla Carbonaia, già in stagione viste le scarse piogge. I toscani riempiranno i parcheggi del camaiorese, un’occasione per riscoprire le Rocchette e stare un po’ più isolati. I Romani, considerati i confini regionali, dovranno schivare gli affollamenti a Collepardo e a Sperlonga, ma ci sono due guide da 400 pagine l’una a disposizione, basterà un po’ di fantasia per non affollarsi. Nessun problema di eccessivo traffico nelle altre regioni salvo per gli abruzzesi a Roccamorice; un occasione per riscoprire i posti minori. Insomma, buona arrampicata in falesia a tutti, ma cercate di prevedere un piano B, a portata di mezz’ora d’auto, qualora la prima scelta fosse già troppo gettonata e costringesse ad assembramenti involontari ma comunque ancora probabilmente vietati. 

Un piccolo consiglio di un luogo da (ri)scoprire, regione per regione:

Emilia – Romagna: Perticara

Liguria: Triora

Piemonte: Rocciarè

Val d’Aosta: Chesod

Lombardia: Predulì

Veneto: Val Torra

Trentino: Ciastlins

Friuli: Nut di Sella Nevea

Marche: Sulfuria

Toscana: Rocchette

Abruzzo: Arapietra

Lazio: Caprile

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