Sani Pakkush, una via nuova in Pakistan

Per Pierrick Fine e Symon Welfringer

Di cime e soprattutto pareti inviolate è ancora pieno il mondo, specie nei posti più fuorviano del pianeta. Ma tra il dire e il partire c’è sempre e comunque di mezzo una bella fetta di soffrire e di rischiare. Specie quando si tratta di un quasi 7000 (6953m) molto propenso a scaricare non appena il sole arriva a toccare la parete. Pierrick Fine e Symon Welfringer hanno quindi scelto una linea periferica, lontana dai grossi canali convettivi, ma si sono comunque regalati una sofferta “primona” lunga 2500 metri, con due bivacchi cattivi e un terzo migliore. la salita è stata portata a termine tra il 16 e il 20 di Ottobre di quest’anno. Le difficoltà: 2500m ED+ / 90° / M4+ / WI4

Ecco come Simon riassume la loro salita:

“Arrivati all’inizio di ottobre sul ghiacciaio del Toltar ci siamo acclimatati intorno al nostro campo base situato alla base della massiccia parete sud di Sani Pakkush, che non era ancora stata scalata.
Le pessime condizioni meteorologiche ci hanno fatto aspettare più giorni, ma il sole avrebbe dovuto splendere per quasi una settimana, il che ci ha permesso di fare un vero e proprio tentativo sulla parete.


Dopo una partenza alle 2 del mattino dal nostro campo base il primo giorno, abbiamo incontrato le prime difficoltà a 5000m di altitudine proprio all’inizio della parete, con alcuni tiri sostenuti su ghiaccio. Poi altri facili terreni di neve e di salita mista. A circa 5600m abbiamo fatto uno dei tiri più difficili di M4+/M5 per trovare una piccola piattaforma e fare un bivacco scomodo.
Il secondo giorno siamo riusciti a salire alti sulla parete e abbiamo fatto due fantastici tiri di ghiaccio puro. A circa 6200m cerchiamo uno spot da bivacco disperato ma non lo troviamo e così dobbiamo aspettare il ritorno del sole seduti su una roccia.


Il terzo giorno eravamo davvero esausti dopo due brutti bivacchi. Decidiamo di mettere la nostra tenda a 6400m di altitudine sulla cresta sommitale dove troviamo un bel crepaccio comodo per riposarci.
Il 19 ottobre partiamo per la cima quasi senza attrezzatura. lasciamo montato il bivacco e andiamo per gli ultimi 500m sulla cresta innevata della vetta. Con una qualità di fondo in continuo cambiamento, è stato sempre più difficile risalire la vetta, ma dopo 7 ore di duro lavoro a volte scavando nella neve polverosa siamo arrivati alle 14:00 completamente esausti sulla cima del Sani Pakkush a 6953m.


Abbiamo trascorso il nostro ultimo giorno scendendo lungo questa massiccia parete di 2500m, passando dalla discesa in corda doppia (20-25) alla disarrampicata. Nel tardo pomeriggio del 20 ottobre, siamo tornati sani e salvi al campo base privi di tutte le nostre energie ma con tante immagini incredibili in testa.”

Arrived in the beginning of October on the Toltar glacier we acclimatized around our basecamp situated at the base of the massive South face of Sani Pakkush which remained unclimbed.
After two weeks we were ready to give a try in this big piece of alpinism. Poor weather conditions made us wait fax days more but the sun was expected to shine for almost one week which made us allow to give a proper try in the face.
After an early start at 2am form our basecamp on the first day, we met the first difficulties at an altitude of 5000m at the very beginning of the face, with some sustain ice pitches. Then follow some more easy terrains of snow and mixed climb. At around 5600m we made one of the hardest pitches of M4+/M5 to find a little platform and make an uncomfortable bivy.
On the second day we managed to get high up on the face and made two awesome pitches of pure ice. At around 6200m we look for a desperate bivy sport but never find it. Finally we wait for the sun to come back sitted on a rock.


On the third day, we were really exhausted after two bad bivys. We decided to put our tent at an altitude of 6400m on the summit ridge where we find a nice and comfortable crevasse to have a proper rest.
On October the 19th, we decided to make a summit with almost no gear. We let our bivy in place and went for the last 500m on the snowy summit ridge. With a constantly changing quality, it was harder and harder to go up the summit but after 7 hours of hard work sometimes digging into powder snow. We arrived at 14pm completely exhausted on the Sani Pakkush summit at 6953m.
We spend our last day going down this massive face of 2500m, switching between rappelling (20-25) and downclimbing. On the late afternoon of october 20th, we made it safely back to basecamp empty of all our energy and lots of emotions in our minds.

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