Sale e outdoor: una proposta Covid-compatibile

Lamberto Camurri individua alcuni comportamenti per la scalata in fase 2

Lamberto Camurri, biologo e specialista in genetica medica e applicata, è nel comitato di redazione di Pareti dal 1998. Alpinista e arrampicatore sportivo della primissima ora, è considerabile uno de padri dell’arrampicata sportiva e agonistica in Italia; ha fatto parte della giuria della prima competizione della storia, nel 1985, a Bardonecchia. Oggi presentiamo un suo contributo molto tecnico, ma comunque compresibile e divulgativo, a riguardo della “vita” verticale outdoor e indoor del futuro più prossimo, l’ormai famosa fase 2 di uscita dall’emergenza Covid.

Covid-19: pensiamo alla fase 2 e alla attività sportiva. L’arrampicata

Premetto che le autorità sanitarie offriranno un modello di comportamento per ciò che metto alla discussione presentando questi spunti, ma è importante aver chiaro che un modello applicabile a una vasta popolazione prevede dei costi-benefici con una percentuale di insuccesso che non sempre è accettabile per il singolo. In parole povere: alcuni elementi potranno sembrarvi esagerati oppure insufficienti o non tagliati sul caso vostro o della vostra sala, ma le autorità sanitarie imporranno probabilmente un “modello sport” e non un “modello climbing”.

Comunque, fino a quando l’utilizzo di un vaccino non avrà abbattuto la percentuale di persone contagianti, anche in fase 2 dovremo basarci su questo modello di presenza di portatori del virus Sars-Cov-2:

Per fare un esempio, in regione Emilia Romagna si prevedono 190.000 contagiati, 4 persone ogni 100, la normale presenza di persone in una sala indoor di grosse dimensioni. Ognuno può valutare la propria zona guardando le tabelle dell’ultimo censimento. Per le attività sportive in fase 2 valutiamo il rischio contagio durante la attività. 

I presidi personali fondamentali contro il contagio sono mascherina e guanti che non possono essere usati durante l’azione sportiva.

Le attività di arrampicata sportiva che andremo a vedere dalla fase 2 sono:

1 Attività agonistica regolamentata: atleti o squadre identificati che si incontrano in ambiente delimitato seguendo un calendario agonistico. Questi formano una coorte (campione ristretto di popolazione) abbastanza isolata, possibile da controllare con test di presenza virus e anticorpi a intervalli periodici. In tal modo il rischio contagio durante la prestazione risulta contenuto.  I presidi personali sono la mascherina e i guanti monouso. I presidi vanno utilizzati nelle fasi di riposo o socialità, mentre durante l’azione non si usa la mascherina, si usano indumenti che contengano la diffusione di aerosol, la maglietta. L’uso di magnesite liquida (in soluzione alcoolica) è in ogni caso obbligatorio agendo da agente sanificante. Tutti dovranno averne un dispenser e usarlo frequentemente durante l’allenamento. Anche per le squadre agonistiche il distanziamento è molto importante.

2 Attività libera, all’aperto o al chiuso. Gli atleti non sono controllati nel profilo sanitario, quindi un campione di scalatori sottostà al modello di diffusione che si può esemplificare così

Il superdiffusore potenziale sarà una persona che vive in luoghi affollati, incontra persone, si sposta per lavoro o altro, tutte opzioni che alzano il suo carico virale potenziale e la sua contagiosità, sempre potenziale. La diffusione del virus segue varie vie, come ormai sappiamo tutti

Queste vie sono accentuate dalla potenza di emissione delle goccioline/aerosol nell’azione sportiva, molto più diffuse che nella vita stanziale.

A La attività di arrampicata in terreno aperto necessita di un comportamento di protezione che usa un solo presidio: la mascherina, che qui riassumiamo nelle varie caratteristiche:

La mascherina va usata nei momenti di inattività.  Durante il riposo, nei momenti di socialità o assistendo il compagno in azione (far sicura in scalata, assistenza nel boulder). 

Durante l’azione non si usa la mascherina, si usano indumenti che contengano la diffusione di aerosol, la maglietta. 

L’uso di magnesite liquida (in soluzione alcoolica) è in ogni caso obbligatorio agendo da agente sanificante.

Nelle fasi di recupero si mette la mascherina e si mantiene l’opportuno distanziamento sempre per evitare la diffusione di aerosol. Il distanziamento è sempre una condizione importante.

B La attività di arrampicata indoor necessita di alcuni accorgimenti in più. 

I presidi personali sono la mascherina e i guanti monouso. 

Anche qui i presidi vanno utilizzati nelle fasi di riposo o socialità, mentre durante l’azione non si usa la mascherina, si usano indumenti che contengano la diffusione di aerosol, la maglietta. Gli accessori di arrampicata devono essere strettamente personali (sacchetto di magnesite o palline). L’uso di magnesite liquida (in soluzione alcoolica) è in ogni caso obbligatorio agendo da agente sanificante. Tutti dovranno averne un dispenser e usarlo frequentemente durante l’allenamento. 

Il distanziamento nelle sale indoor è molto importante.

L’utilizzo di attrezzature comuni “a secco” (travi, pannelli, pangullich, panche e pesi) prevede uso obbligatorio di magnesite liquida (in soluzione alcoolica) o di guanti monouso dove conveniente.

I presidi strutturali delle sale 

prevedono il controllo della fase aerea: la ventilazione e la possibilità di infezione (documento AiCARR). Per minimizzare gli effetti della presenza di una persona infetta nel luogo di lavoro, AiCARR consiglia di ridurre il livello di occupazione degli ambienti passando, ad esempio, da una persona per 7 m2 a una ogni 25 m2, in modo da ridurre l’eventuale possibile contaminazione aerea. Considerato che l’aria esterna non è normalmente contaminata dal virus, AiCARR consiglia di areare frequentemente gli ambienti non dotati di ventilazione meccanica; se negli ambienti sono presenti impianti di ventilazione che forniscono aria di rinnovo, AiCARR suggerisce di tenerli sempre accesi (24 ore su 24, 7 giorni su 7) e di farli funzionare alla velocità nominale o massima consentita dall’impianto per rimuovere le particelle sospese nell’aria (l’aerosol) e contenere la deposizione sulle superfici.

La ventilazione meccanica e la filtrazione dell’aria possono avvenire tramite impianti dedicati (di sola ventilazione), o tramite impianti di climatizzazione (impianti misti ad aria primaria e impianti a tutt’aria); la diluizione con aria esterna e i filtri ad elevata efficienza riducono la presenza di particolato e di bio-aerosol contribuendo in tale maniera alla riduzione dei rischi di contagio. AiCARR consiglia di valutare sempre l’opportunità o la necessità di chiudere le vie di ricircolo e di evitare che l’aria immessa sia contaminata da quella estratta o espulsa dagli ambienti. 

I filtri: I Coronavirus hanno dimensioni di circa 150 nm ingranditi dalla gocciolina che li trasporta, è bene che i filtri dei climatizzatori prevedano queste caratteristiche, come per esempio i filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air) per particolato ad alta efficienza: tali filtri intrappolano il 99,7% delle particelle di polvere e di altri allergeni che sono più grandi di 0,3 micron di diametro. 

I presidi dinamici delle sale prevedono:

La rimozione delle polveri e la sanificazione degli ambienti e il distanziamento negli spogiatoi. Forte criticità riguarda l’uso delle docce. 

La presenza nei luoghi di comunità non dedicati alla arrampicata/allenamento di gel sanificante, mentre nella zona di attività di arrampicata/allenamento l’uso di magnesite liquida (in soluzione alcoolica) a disposizione dei clienti.

Il noleggio deve essere limitato allo stretto necessario e ad attrezzature sanificabili (lavaggio con detergenti o soluzioni sterilizzanti).

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