Said Belhaj nella bufera

Accusato di aver mentito su Action Directe

La storia è vecchia, nel senso che è già stata vista altre volte , all’estero come anche in Italia: climbers relativamente famosi che non riescono a reggere il peso della sconfitta su una via. Non di gara, dove tutto è immediatamente verificabile, ma di roccia, dove spesso i boschi sono i soli testimoni di una riuscita oppure no. La storia è ampiamente riportata su 8a.nu, ma chi mastica bene l’inglese ne saprà ancora di più dal blog del climber/videomaker, Hannes Huch, che ha “scatenato l’inferno” su Said Belhaj, climber svedese (con parecchi sponsors tra cui Patagonia), il quale a suo dire non sarebbe affatto riuscito a ripetere la mitica “Action direct” in Frankenjura (il primo o il secondo 9a della storia mondiale a seconda delle versioni Gullich oppure Moon). In un momento storico in cui il 9a non fa più tanto scalpore la vicenda avrebbe potuto passare anche in secondo piano, ma barare su un pezzo di storia pare ancora che sia (giustamente) un delitto nel nostro mondo di climbers. Ognuno si farà la sua idea, ma Belhaj, effettivamente, non sta rispondendo alle accuse mossegli e win recente passato qualche top climber ha perso gli sponsors per molto meno di una menzogna su una via…

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