Quelli che proprio non ce la fanno

A non registrarsi su 8a.nu

Siamo un popolo di drogati. Della droga buona, quella che fa stare bene senza nuocere né al fisico né al prossimo. La roccia, la montagna, il progetto da chiudere e tutta la routine che ci sta intorno, dalla sveglia nel furgone fino alla pizza alla sera. Passando per i colori, i rumori dei boschi, l’incitamento degli amici. Siamo tutti drogati in sofferenza; è passata solo una settimana e non c’è uno di noi a cui non manchi questa droga buona, non ci sono nemmeno le sale aperte per il consueto palliativo del weekend di maltempo. Tutto chiuso. Sappiamo tutti perfettamente che, partendo da casa in macchina, parcheggiando in culo ai lupi e disperdendoci in mezzo alle rocce non infetteremmo nessuno. Ma qualcuno, per fortuna immaginiamo pochi, non ha ancora compreso che il minimo incidente anche banale, neanche mortale, innescherebbe una catena di interventi che adesso il sistema non si può permettere. Squadra di soccorso, elicottero, ambulanza, persone. Persone che adesso stanno facendo dell’altro per altra gente che non respira. Che hanno il diritto di poter non pensare a un climber che si è scordato di fare il nodo al capo in fondo. E tu registri le tue salite su 8a.nu o su Escalibur? L’olimpionico, proprio al limite limite, lo possiamo capire, in fondo sta lavorando come noi. Ma tu che devi mettere, come se niente stesse succedendo nel mondo reale, l’ennesimo 7 o 8 sulla tua lista, stai dando un brutto segnale e un cattivo esempio. Abbiamo scritto a Jens Larssen, gestore di 8a.nu, e al Lota di Escalibur, di non rendere più possibili le registrazioni delle vie sul territorio italiano da qui alla fine dell crisi. A volte la droga, anche quella buona, va tolta dalle vene di chi ne abusa. Andrea Gennari Daneri

We’re a people of addicted. The addicted go good drugs, the kind that make you feel good without hurting your body or others. The rock, the mountain, the project to send and all the routine around it, from the alarm clock in the van to the pizza at night. Going through the colors, the sounds of the woods, the incitement of friends. We are all drug addicts in pain; it’s only been a week and there isn’t one of us who doesn’t miss this good drug, there aren’t even the gyms open for the usual palliative of the bad weather weekend. All closed. We all know perfectly well that, starting from home in the car, parking up in the nothing and scattering ourselves among the rocks, we wouldn’t infect anyone. But someone, fortunately we imagine few, has not yet understood that the slightest accident, even trivial, not even fatal, would trigger a chain of interventions that now the system can not afford. Rescue team, helicopter, ambulance, people. People who are now doing more for other people who are not breathing. Who have the right not to think about a climber who forgot to tie the knot at the end. And you record your ascents on 8a.nu or Escalibur? The Olympic athlete, right on the edge, we can understand that, he’s working like us after all. But you putting, like nothing is happening in the real world, yet another 7 or 8 on your list, you’re giving a bad signal and a bad example. We’ve written to Jens Larssen, manager of 8a.nu, and to the Lota of Escalibur, that we don’t want to allow any more recordings of the routes on Italian territory from now on, until the end of the crisis. Sometimes drugs, even good ones, must be removed from the veins of those who abuse them. Andrea Gennari Daneri

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