Quanto soffrono le Sale d’arrampicata in Italia?

Alpenverein/norbert-freudenthaler.com

Ecco cosa possono fare per il Covid

Hai una sala d’arrampicata? Ecco cosa puoi fare per il Covid

Tempi duri per tutti, ovviamente; e le sale d’arrampicata non sono da meno.  La maggior parte delle sale italiane lavorano in regime 398 sotto l’egida CONI e, limitatamente al disastro sociale dovuto alla epidemia, questo al momento non è un vantaggio.

Se in America sono stati approntati specifici aiuti (sottoforma di linee di credito, non credete di più), in Italia non ci sono neanche quelli e quindi la strada di “aiutarsi da soli” è ancora una volta la più praticabile. Impensabile in Italia anche la formula del “support your gym” sottoforma di donazioni, che sta facendo entrare qualche dollaro nelle esangui casse dele sale statunitensi.

Ma ci sono alcune linee guida che possono essere seguite per uscire dalla crisi con ottime possibilità di tornare a vedere la bella luce che ha illuminato gli ultimi due anni di boom verticale nel nostro paese.

I tipi di sala

Occorre distinguere innanzitutto tra sei macro tipologie di impresa verticale di cui stiamo parlando:

1 Sala d’arrampicata privata di proprietà con mutui ipotecari estinti 

2 Sala d’arrampicata privata di proprietà con mutui ipotecari in essere 

3 Sala d’arrampicata privata in affitto presso privati con mutui estinti 

4 Sala d’arrampicata privata in affitto presso privati e con mutui in essere

5 Sala d’arrampicata privata in affitto presso strutture pubbliche

6 Sala d’arrampicata gestita da strutture pubbliche

I guai, tipo per tipo, e come uscirne

La tipologia 1, rara nel nostro paese, è quella più al riparo in questo periodo: la probabile forte strutturazione e il sistema di cassa integrazione da avviare per i dipendenti saranno un eccellente ombrello, intaccato in parte solo dalla scadenza IMU di Giugno, candidata ad essere rimandabile ma non cancellata

Anche la tipologia 2 è rara, e valgono le stesse considerazioni fatte per la 1, salvo che per la necessità di rifondere i mutui. Vi consigliamo, se non l’avete già fatto, di contattare il vostro referente presso gli istituti di credito per chiedere un allungamento dei termini delle scadenze almeno di sei mesi, in quanto non è ancora dato sapere quando e come e sale potranno riaprire: meglio star larghi. La maggior parte degli istituti di credito stanno predisponendo questa possibilità anche se non tutti.

La tipologie 3 e 4 sono quelle più diffuse in Italia, anzi sono la quasi totalità. La 4 è  quella che più sta patendo la crisi e che rischia di saltare se aperta da poco.

Infatti, al momento attuale NON ci sono aiuti statali per quanto riguarda gli affitti e per ora il 60% del credito d’imposta previsto per i conduttori (di un negozio, di un laboratorio, di una palestra) è previsto SOLO per i conduttori di un negozio. L’affittuario di una sala può, per adesso, soltanto chiedere clemenza al proprietario e sperare nella concessione di dilazioni o sconti, da concertare privatamente e senza nessun modello imposto dallo Stato da seguire. Tempi duri quindi, soprattutto, per chi era già in rotta con i proprietari degli immobili. Per quanto riguarda i mutui vale quanto scritto per il punto 2, ma va considerato che difficilmente si parla di mutui ipotecari; spesso si parla di leasing. Quindi la negoziazione di sospensione dei mutui sarà probabilmente più difficile perché non protetta dal cappello che lo Stato sta mettendo in piedi per le banche.

Le sale delle tipologie 5 e 6, più rare ma anche spesso meno moderne salvo che in Alto Adige, sono quelle che patiranno meno la crisi.

Ricordiamo infine che, almeno per ora, gli aiuti agli istruttori e agli allenatori d’arrampicata sono ridicoli se non inesistenti: il bonus di 600 euro che ha intasato nei giorni scorsi il sito dell’inps riguarda SOLO coloro che non avevano altro reddito.

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