Pasquetto e Della Bordella rinunciano al Torre e ripiegano sul Mocho

Il maltempo non consente di ritentare la est dell’urlo di pietra

Riceviamo dall’ufficio stampa dei Ragni di Lecco e pubblichiamo quanto segue:

Della Bordella e Pasquetto tentano di aprire una nuova via al Mocho, la Est del Torre è rimandata alla prossima stagione
In 13 ore di scalata rubate al maltempo i due Mattei, in cordata con Brette Harrington, hanno salito sei difficili lunghezze sul Cerro Mocho.
Le previsioni non lasciano speranza per il progetto di scalata in stile alpino della Est del Cerro Torre e, nelle prossime settimane, i due si dedicheranno alla realizzazione delle riprese del film su Casimiro Ferrari, che prevedono la ripetizione della via aperta dai Ragni nel 1974 sulla parete Ovest del Torre. Dopo la finestra di alta pressione di inizio febbraio, che aveva regalato tre giornate di tempo stabile, il meteo di queste ultime settimane ha rispettato la proverbiale inclemenza patagonica.
Niente da fare, dunque, per il presidente dei Maglioni Rossi Matteo Della Bordella e per il giovane Matteo Pasquetto, che hanno dovuto desistere dal completamento del loro ambizioso progetto di salire la parete Est del Cerro Torre in stile alpino, lungo la via che percorre il grande diedro camino di destra, affrontato nel 1979/80 dagli inglesi Burke e Proctor con un assedio durato mesi e con l’abbondante utilizzo di corde fisse. I due Mattei perciò hanno deciso di sfruttare il breve intervallo di bel tempo che si è aperto all’inizio della scorsa settimana tentando l’apertura di una via più breve, e logisticamente meno
impegnativa, sul Cerro Mocho.


“Dopo essere rientrati dal tentativo di inizio febbraio al Cerro Torre, in cui eravamo arrivati a 80 metri dalla fine del diedro degli inglesi – spiega Della Bordella – Matteo ed io eravamo scalpitanti al pensiero di tornare presto in parete per provare a chiudere i conti con questa grandiosa via. Avevamo ancora una decina di giorni a disposizione e speravamo in un’altra finestra di bel tempo lunga e magari con condizioni migliori rispetto alla precedente, invece quello che ci è arrivato dal bollettino meteo è stata una finestra di un giorno solo, prevista per lunedì 11 febbraio. Abbiamo così dovuto a malincuore abbandonare l’idea di tornare sul Torre perché con un giorno solo di tempo a disposizione ci sarebbe stato impossibile progredire oltre il punto massimo raggiungo la volta prima. Così abbiamo pensato di provare ad aprire una linea nuova di arrampicata libera sulla difficile parete del Mocho. Insieme a noi si è legata la fortissima arrampicatrice Canadese Brette Harrington, una ragazza dal grandissimo talento, già protagonista di salite incredibili come la free solo di “Chiaro di luna” all’Aguja Saint-Exupery e la via “El corazon” sul Capitan in libera.
Abbiamo scelto una linea che ci sembrava offrisse alte difficoltà, senza le complicazioni ed i pericoli oggettivi del Cerro Torre, e abbiamo salito 6 tiri nuovi, sempre verticali o strapiombanti e su fessure svasate, prima di renderci conto che purtroppo avevamo ancora davanti un centinaio di metri molto impegnativi e non saremmo riusciti a finire la nostra via in tempo prima della notte. Così dopo 13 ore di scalata fino al 7b e con un tiro in artificiale magistralmente condotto da Brette, abbiamo deciso di scendere e fare ritorno alla nostra tenda. I tiri fatti comunque sono stati tutti assolutamente fantastici come scalata e come impegno globale e psicologico per la roccia delicata e la difficile proteggibilità”.

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