Pareti e il progetto Ersaf

La nostra visione “in dulfer“!

Il mondo va a mode. L’Italia va a mode più della media del mondo. Ultimamente, tra le altre cose, vanno di moda le facilitazioni per i portatori di handicap e almeno è una moda giusta, civile e speriamo che duri.

L’italia è anche il paese di grossi cavalcatori di mode, cioè quelli che prendono una tendenza, meglio ancora se condivisibile ai più, e la fanno diventare un business. Il meridione è pieno di energia eolica, per esempio, e chissà perché, prima, non se la filava nessuno.

Nella palestra che si chiama come la nostra rivista ci sono 12.000 euro di montascala per disabili. Che siamo stati obbligati ad installare, tredici anni fa, per consentire l’accesso delle carrozzine a un area dove ci si allena solo per l’arrampicata. Da tredici anni aspettiamo un disabile che ci faccia un viaggio del valore del giro del mondo in aereo in business.  Ci eravamo offerti di bonificare la stessa cifra a qualunque altro edificio dove un simile apparato fosse risultato davvero utile, ma le regole sono le regole e quando vengono scritte dagli stupidi o dai furbi non possono uscire intelligenti, al massimo furbe.

Con le medesime motivazioni addotte dalle Guide Alpine Val di Mello, anch’io ritengo che il progetto Ersaf contro la Val di Mello sia un progetto molto stupido, o forse molto furbo. Se si parla di cavalcare le mode, mi ricorda un surf da quattro metri, da guidare a piedi piatti, con i rayban e il ghigno di chi sa bene che i bandi sono come le onde, ti metti in fila e aspetti quella buona. Tanto sulle ruspe, a sbancare una valle, ci andranno dei soldati semplici; a mantenere (forse) i manufatti ci andranno altri soldati semplici. I cavalieri saranno già in fila, in giacca e cravatta e le mani lisce, ad aspettare la prossima onda di mode.  Andrea Gennari Daneri

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