Lunga intervista a Iker Pou dopo “Artaburu”!

Il campione basco si confida sulla via sulla via e sulla carriera, intervista a cura di AGD. Testo in italiano, espanol, english

Iker Pou è un mostro sacro della scalata mondiale. A 41 anni ha toccato con “Artaburu”, tetto pieno in quel di Margalef, il punto (finora) più alto della sua già sfavillante carriera sportiva: seconda ripetizione di “Action Directe” (e prima di un non local), seconda salita di “Demencia senil” e così via, con una eccellenza assoluta sulle vie, appunto, a dita stese. Passando però per tutt’altro: dall’alpinismo alla multipitch al deep water, ma sempre estremi. Con e senza il fratello Eneko. Il campione di Vitoria, paesi baschi, è ancora più campione adesso con Artaburu, al proposito della quele ci ha risposto con la consueta affabilità di top climber alla mano e sempre disponibile.

Cosa significa Artaburu?

Significa testa dura, una Cabezota,, una persona bruta, uno che non pensa molto

Chi l’ha attrezzata e quando?

La via l’ho attrezzata io nel novembre del 2012 dopo aver concatenato Nit de Bruixes. Mi piace molto  trovarmi da solo i miei progetti e salire a scoprire per conto mio tutti i movimenti. Credo che sia una parte importante dell’arrampicata il cercare e attrezzare le tue vie e non andare sempre a dietro a quello che chiodano le altre persone. In questo modo, chiaramente, perdi un sacco di tempo e giorni di allenamento, però è molto più gratificante.

Approssimativamente quanti giri ci hai fatto e in quanti anni? Come è stato alternarla con tutte le vie e le imprese alpinistiche in giro per il mondo?

I tentativi sono stati tantissimi è proprio non saprei dirti esattamente quanti. Quel che è certo è che sono stati abbastanza equamente divisi durante questi ultimi 6 anni. All’inizio non riuscivo a fare neanche 3 rinvii di seguito e mi è costato parecchio trovare la sequenza corretta di piedi e di mani. Poi, una volta che ho ha avuto chiari tutti i movimenti, non rimaneva che mettersi abbastanza in forma per poterli fare tutti agevolmente e poi con catenarli l’uno dopo l’altro. La verità è che non è stato facile mettere insieme Artaburu con tutte le spedizioni e i viaggi; mi è successo più di una volta che, proprio mentre stavo facendo i migliori tentativi, ho dovuto abbandonare per una spedizione, per un viaggio, o per lavoro e poi tornare in un altro momento. Comunque sono andato a provarla solo quando più o meno mi sentivo più in forma; però è sempre difficile tornare a motivarti e metterti in forma dopo le spedizioni. Normalmente torni che sei a terra e senza forza e hai bisogno di alcuni mesi per tornare a scalare bene in arrampicata sportiva. E poi per me era difficile andare a provarla perché Margalef si trova a 5 ore di macchina dai Paesi Baschi e non sempre potevo andare a tentare quando ne avevo voglia.

Si possono contare quanti mono e biditi ci sono?

Sì tantissimi! Circa 16 biditi e 7 monoditi

A guardare le foto i buchi sembrano tutti uguali e non ho visto segni col magnesio…

Tutti i buchi della via sono a dita distese non c’è nessun presa da arcuare! E i segni con la magnesite non mi piacciono molto e quindi cerco di segnarne il meno possibile. Tuttavia, nella parte alta, c’è un movimento che conviene segnare: si tratta di un monodito quasi invisibile

Cè un movimento particolare che ti ha messo in difficoltà?

C’è un movimento circa a metà , da un bidito a un buon monodito che ogni volta mi costava parecchio, e poi un altro alla fine del tetto, che quando ci arrivavo in continuità mi faceva cadere un sacco di volte. In generale, quasi tutti i passaggi sono difficili, e unirli tutti in fila è un grosso problema di resistenza alla forza..

C’è un allenamento specifico che hai fatto per riuscire a sulla via?

Non ho fatto nessun allenamento specifico però, effettivamente ho messo molti biditi e monoditi sul trave di casa mia, per aumentare la forza a dita distese. quello che ho fatto di un po’ diverso quest’anno  è di cambiare un po ‘di routine quando si tratta di andare indoor e di inserire nuove cose che mi motivano ad allenarmi, come il Moon board. Molte volte, quando sono tornato dall’arrampicata, sono andato con i miei amici a fare Moon e questo è stato grandioso, sono diventato più forte rispetto agli anni precedenti. La verità è che non sono abituato all’allenamento indoor, ma quando comincio a farlo, noto che divento più forte più velocemente che scalando solo su roccia. La chiave credo sia stata quella di cambiare un po ‘di stimoli e fare un po’ più di quello a cui ero abituato.

Così specifica com’è, credi che possa, come grado, assomigliare a “Silence” il 9c di Ondra?

E’ vero che è piuttosto specifica e che ti deve piacere molto la scalata su buchi ed essere molto abituato a lavorare a dista stese; però non credo che possa essere dura quanto Silence, quella dev’essere davvero durissima. 

Le ultime che hai aperto e liberato non hanno ripetizioni; non pensi di essere di un altro pianeta su questo tipo di scalata?

Jejeje No, si tratta di essere di un altro mondo, ma certo è che mi trovo molto bene sui buchi. Quanto più sono piccoli e più da tenere a dita stese e tanto meglio! Ho semprte avuto un sacco di forza a dita stese senza allenarla in modo particolare, è il mio punto di forza. Il mio punto debole sono le pinze piccole e grandi, quelle mi ammazzano.

Dai un grado di possibilità di lesionarti le dita su questa via…

Dipende da quanto sono resistenti le dita che hai… Diciamo da zero a dieci… 6+….

Che scarpette hai usato?

Non c’è storia, senza dubbio le Solution, la miglior scarpetta per scalare sui buchi. Come dice il nome stesso, la soluzione per risolvere tutti i tuoi problemi, nonché un alibi per cadere per colpa delle scarpe, la scarpetta che fa la differenza a Margalef sono le Solution.

In altri sport è impensabile toccare il proprio massimo livello a 41 anni…

Fisico a parte, influenzano molto l’esperienza e la testa; a mio modo di vedere in scalata la testa è il 50% e davvero risulta essere il muscolo più importante del corpo. Comunque raggiungere la mia via più dura a 41q anni mi dà da pensare. Sono convinto che se avessi dedicato tutta la mia vita solo all’arrampicata sportiva e ad allenarmi per essa avrei potuto arrivare in catena a cose più dure. Però mi piacciono toppo tute le altre facce di questa attività verticale, la montagna, e dedicarmi alla sola sportiva mi sembra propio impossibile. Ti perdi troppe cose belle della vita se la passi ai piedi di un settore o in una sala indoor. Ma i gusti sono gusti e ognuno deve fare quello che più gli piace. Io certo non mi pento di tutte le spedizioni fatte, dei viaggi, sono state per me le maggiori occasioni di arricchimento personale ed è quello che mi soddisfa di più, attualmente. 

Come vedi il tuo futuro con e senza tuo fratello? Più montagna? Altro?

Ogni volta di più mi immagino impegnato in montagna con mio fratello e gli altri amici; non smetterò certo di fare sportiva, perché davvero mi piace, ma adesso sono più focalizzato sull’avventura e sull’esplorazione.

                        Espanol

Que significa artaburu?

Significa cabeza dura, Cabezota, una persona bruta que no piensa mucho.

Quien fue el equipador y cuando?

La vía la equipe yo, en noviembre del 2012, después de haber encadenado Nit de Bruixes.

 Me gusta mucho equiparme mis propios proyectos e ir descubriendo por mí mismo todos los movimientos. Creo que es una parte importante de la escalada el buscarte y equiparte tus propias vías y no ir siempre detrás de lo que equipan otras personas. Está claro que pierdes mucho tiempo y días de entrenamiento, pero a la vez es mucho más gratificante.

Aproximadamente cuántos intentos a lo largo de cuantos anos? Como fue alternarla con todas las rutas y las empresas en el mundo?

Intentos han sido muchísimos, la verdad que no ser decir exactamente cuántos. La cosa es que fueron también bastante repartidos durante 6 años. Al principio no era capaz de hacer más de tres chapas seguidas, y me costó bastante sacar la secuencia correcta de pies y manos. Una vez que tenía claro todos los movimientos, solo quedaba ponerse suficientemente en forma para poder hacer todos los movimientos con soltura y luego poder enlazar uno detrás del otro.

La verdad que no fue fácil compaginar la vía “Artaburu” con todas las expediciones y viajes. Más de una vez me paso, que cuando mejor iba en la vía, tenía que abandonar por alguna expedición, viaje o trabajo, y volver en otro momento. Solo fui a probar la vía cuando más o menos me veía más en forma. Pero siempre es duro volver a motivarte para volver a ponerte en forma después de las expediciones. Normalmente vuelves hecho polvo y bajo de forma, y necesitas unos cuantos meses para volver a verte bien haciendo deportiva. También se me ha hecho difícil el probarla porque Margalef está a 5 horas de coche y no siempre que me apetecía podía ir a probarla.

Puedes contar cuantos mono y bidedos hay?

Jejeje muchos!!! Unos 16 bidedos y unos 7 monodedos.

Parecen todos los mismos per no he visto marcadas col magnesio…

Todos los agarres de la vía son en extensión, no hay ningún arqueo! Y las marcas de magnesio no me gustan mucho, así que intento marcar las vías lo menos posible. Aunque en la parte de arriba hay un movimiento que conviene marcar el monodedo para acertar mejor.Hay un cruce particular que te  puso en dificultad ?

Hay un movimiento en la mitad, de un bidedo a un buen monodedo que me costaba mucho, y otro al final del techo, que viniendo encadenando me hacía caer muchas veces. En general casi todos los pasos son duros, y unirlos todos seguidos, es un gran problema de fuerza- resistencia.

Hay un entrenamiento especifico que hacer?

No hice ningún entrenamiento específico, pero sí que me puse muchos bidedos y algún monodedo en mi tablón de casa, para fortalecer la extensión. Lo que sí que hice este año es cambiar un poco de rutina a la hora de ir a hacer indoor y meter cosas nuevas que me motivaran para entrenar, como el Moon board. Muchos días, al volver de escalar en roca, me iba al tablón con los amigos a hacer Moon y esto me vino genial, me puse más fuerte que en los años anteriores. La verdad que no estoy muy acostumbrado a entrenar indoor, pero cuando me pongo a hacer, noto que me pongo fuerte más rápido que si escalo solo en roca. La clave creo que ha sido cambiar un poco de estímulos y hacer un poco más de indoor de lo que estaba acostumbrado.

Tan especifica como es crees que puede ser algo similar a Silence?

La verdad es que es bastante específica y te tiene que justar mucho la escalada sobre agujeros y estar acostumbrado a la extensión. Pero nada tan duro como Silence, esa vía tiene que ser durísima.

Las ultimas que tu has liberado non tienen repeticciones, no piensas de ser de un altro mundo en el estilo  dedos abiertos?

Jejeje No hay que ser de otro mundo, pero si es verdad que se me dan bien los agujeros.¡ Cuanto más pequeños y más extensión, para mi mejor! Siempre he tenido mucha fuerza en extensión sin realmente entrenarla, es mi punto fuerte. Mi punto débil, serían las pinzas romas y grandes, se me dan fatal.

El riesgo de lesion de esta ruta desde cero hasta diez…

Depende de lo resistentes que sean tus dedos!.Yo diría que sobre el 6 o así! jejjeje

Que pie de gato especifico usaste?

Solution, sin lugar a dudas es el mejor gato para escalar en agujeros! Como bien dice el nombre, una “Solución” para todos tus problemas ¡No hay excusa de que te caes por culpa de los gatos! El mejor gato con mucha diferencia para escalar en Margalef es el Solution.

En otros deportes no hay lugar de tocar el máximo a 41 años. ¿Que hay diferente en la deportiva?

Aparte del físico influye mucho la experiencia y la cabeza. Para mí parecer, la cabeza es más del 50% y bien podría ser el musculo más importante del cuerpo.

El conseguir mi vía más dura a los 41 años me da mucho que pensar. Estoy convencido de que si habría dedicado toda mi vida solo a la escalada deportiva y entrenar, habría podido escalar cosas más duras. Pero me gustan demasiado muchas otras facetas de la montaña y dedicarme solamente a la deportiva se me hace imposible. Pienso, que te pierdes demasiadas cosas bonitas si toda tu vida te la pasas a pie de sector o en el rocódromo. Pero para gustos los colores! Cada uno tiene que hacer lo que más le gusta. Yo no me arrepiento en absoluto de todos los viajes y expediciones hechas, han sido muy enriquecedoras a nivel personal, es lo que más me llena hoy en día.

Como ves tu futuro con y sin tu hermano deportivamente? Mas montana? Otro?

Cada vez me veo haciendo más montaña y alpinismo con mi hermano y amigos. Siempre haré deportiva porque realmente me encanta, pero más enfocado a la aventura y la exploración.

English

 What does Artaburu mean? 

It means tough head, a Cabezota , a brute person, one who does not think much 

Who bolted it and when? 

I did it in November 2012 after having linked Nit de Bruixes. I really like finding my own projects and going on to discover all the movements on my own. I think it’s an important part of climbing to look for and equip your routes and not always go behind what other people are bolting. In this way, of course, you lose a lot of time and training days, but it’s much more rewarding. 

Approximately how many laps you have done in how many years? How was it to be alternated with all the climbing routes and travels around the world? 

There have been many attempts and I really can not tell you exactly how many. What is certain is that they have been fairly evenly divided over the past 6 years. At the beginning I could not even do 3 moves in a row and it cost me a lot to find the correct sequence of feet and hands. Then, once I had clear all the movements, there was nothing left but to get fit enough to do them all easily and then link them one after the other. The truth is that it was not easy to put Artaburu together with all the expeditions and journeys; it happened to me more than once that, just as I was making the best attempts, I had to leave for an expedition, for a trip, or for work and then come back at another time. However, I went to try it only when I felt more fit; however it is always difficult to come back to motivate and get in shape after the expeditions. Normally you come back cooked and without strength and you need a few months to get back to climbing well in sport climbing. And then it was hard for me to try it because Margalef is 5 hours drive from the Basque Country and I could not always go to try when I wanted to. 

Can you count how many mono and two fingers are there? 

Yes, lots of them! Approximately 16 two fingers and 7 monos 

To look at the photos the holes all look the same and I have not seen signs with magnesium

All the holds in the route are spread out with no arched grip! And I don’t like thick marks very much and so I try to mark it as little as possible. However, at the top, there is a movement that should mark: it is an almost invisible mono.

Is there a particular movement that put you in trouble? 

There is a movement about halfway, from a two finger to a good mono that cost me a lot each time, and then another one at the end of the roof, which made me fall a lot of times when I got there. In general, almost all the moves are difficult, and joining them all in a row is a big problem of resistance to strength. 

Is there a specific training you did to succeed on the route? 

I did not do any specific training, however, I actually put many two fingers and monos on the board of my house, to increase the strength of the extended fingers. What I did a little different this year is to change a little routine when it comes to going indoors and to insert new things that motivate me to train, like the Moon board. Many times, when I came back from climbing, I went with my friends to do Moon and this was great, I became stronger than in previous years. The truth is that I’m not used to indoor training, but when I start doing it, I notice that I get stronger faster than climbing only on rock. The key I think was to change a bit ‘of stimulus and do a little more than I was used to.

As specific as it is, do you think it could, like a grade, look like “Silence” 9d by Ondra? 

It is true that it is quite specific and that you should really like climbing up the holes and being very used to working a stretched out way; but I do not think it can be as hard as Silence, that must be really tough. 

The last routes you have opened and sent have no repetitions; do not you think you’re from another planet on this kind of climbing? 

Jejeje No, it’s not about being from another world, but of course it’s that I feel very good about holes. The more they are small and more to be kept with the fingers extended and the better! I have always had a lot of strength with extended fingers without training it in a particular way, it is my strong point. My weakness is small and big pinches, those kill me. 

Give a chance to hurt your fingers on this route… 

 It depends on how strong your fingers are … Let’s say from zero to ten … 6 + …. 

Which shoes did you use? 

There is no history, no doubt: the Solution, the best shoe to climb on holes. As the name itself, the solution to solve all your problems, as well as a no alibi for falling for the shoes, the shoe that makes the difference to Margalef are the Solution. 

In other sports it is unthinkable to touch your highest level at age 41…

Physical apart, they greatly influence the experience and the mental; in my opinion, the mental is climbing 50% and actually turns out to be the most important muscle in the body. However, reaching my hardest route at 41 years makes me think. I am convinced that if I had devoted my whole life to sport climbing alone and to training for it, I would have been able to get to harder routes. But I like all the other faces of this vertical activity, the mountain, and devoting myself to sportclimbing alone seems to me impossible. You miss too many good things in life if you pass it at the bottom of a sector or in an indoor hall. But everyone has to do what they like best. I certainly do not regret all the expeditions made, the trips, that have been for me the most important opportunities for personal enrichment and that is what satisfies me most, at present.

How do you see your future with and without your brother? More mountain? Other? 

Every time I imagine myself busy in the mountains with my brother and other friends; I will not stop doing sportclimbing, because I really like it, but now I’m more focused on adventure and exploration.

ResponderReenviar
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi