Le Guide lombarde contro al provvedimento valdostano

Un’ importante presa di posizione

Qualunque sia stata la genesi dell’ormai ben noto procedimento della regione Valle D’Aosta per limitare l’accesso alla montagna invernale ai soli clienti delle guide alpine, nessuno sembra essere d’accordo né con la regione né con il presidente delle Guide Giglio (che se non ha proposto in prima persona questa brutta leggina… di certo non si è espresso contro di essa). Infatti è appena arrivato alle redazioni il comunicato stampa del collegio lombardo delle Guide, che dichiara apertamente di essere contrario a quanto contenuto nella legge. Una dichiarazione importante, che il mondo verticale non può che apprezzare. Certo è che prima o poi questo presidente, che non è certo al primo autogol, andrà prima o poi sostituito con qualcuno più propenso alle decisioni collegiali, o no?

Ecco il testo integrale della presa di distanza lombarda:

Il Collegio Guide alpine Lombardia si fa portavoce della posizione di molti suoi iscritti in merito a limitazioni alla frequentazione della montagna che riguardino gli amatori non accompagnati da professionisti. Il caso scatenante è probabilmente noto a molti, quello sollevato dall’ordinanza valdostana dell’11/12/2020, che stabilisce che è possibile praticare lo sci alpinismo anche nei comuni vicini a quello di residenza ma solo con l’accompagnamento di Guida alpina, in questa fase in cui la Valle d’Aosta è arancione. L’ordinanza non ci tocca direttamente come Collegio lombardo, in quanto la nostra regione non ha mai emanato provvedimenti di questo tipo, e anzi le Guide alpine lombarde non hanno avuto libertà maggiori delle altre persone in questi mesi di lockdown totali o parziali.  Tuttavia nell’ordinanza valdostana è contenuto un principio che non ci appartiene, molti nostri iscritti ci hanno chiesto di intervenire poiché non hanno condiviso il provvedimento, giudicato invece grave quanto inopportuno, con conseguenze ideologiche che travalicano i limiti regionali. 

Vogliamo allora sottolineare che:

La montagna è un luogo libero, in cui nessuno ha più diritto di un altro di stare.

Partecipare a uscite o corsi tenuti dai professionisti della montagna deve rimanere una scelta e non un obbligo.

Le Guide alpine, tra gli altri compiti, hanno quello di formare le persone che accompagnano per essere consapevoli e riconoscere i pericoli, e, anche se grazie alle competenze che abbiamo riusciamo ad avvicinarci molto, il rischio zero non esiste, per il semplice e splendido fatto che tutte le nostre attività sono svolte in un ambiente naturale non controllato e gestito.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: