Le Guide Alpine tranquillizzano con un comunicato

In risposta al nostro articolo e ad altre iniziative concomitanti

Ecco il testo integrale diramato oggi dal Collegio Nazionale Guide Alpine in data odierna:

A seguito dell’incontro avvenuto in Regione Lombardia tra l’Assessore Martina Cambiaghi e il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, al quale hanno partecipato funzionari delle Regioni e Province autonome dove sono operativi i Collegi regionali, desideriamo discostarci dai comunicati e articoli comparsi su media e social, volti a generare allarmismo sul futuro dell’arrampicata sportiva in Italia messo in pericolo da un supposto monopolio delle guide alpine che, nella loro proposta di modifica, non intendono affermare riserve in ambiente indoor.
In questo incontro preliminare sono state illustrate modifiche della legge volte a creare possibilità di lavoro con l’istituzione di figure, quali il maestro di arrampicata sportiva, che costituiscano opportunità professionali per i giovani che operano nel settore.
La proposta di modifica illustrata in Regione Lombardia non vuole porre limiti ma aprire nuove prospettive e a tale proposito abbiamo la certezza che l’Assessore Martina Cambiaghi, che ringraziamo per avere organizzato questo primo tavolo di lavoro, coinvolga nel confronto sull’argomento il Club Alpino Italiano e la FASI, attori con i quali il Co.Na.G.A.I. si rapporta in materia. 

Pietro Giglio, presidente Co.Na.G.A.I.

Come redazione pubblichiamo e accettiamo con piacere questa precisazione da parte del collegio nazionale. E’ una dichiarazione importante e di grosso peso. Siamo anche molto contenti di aver contribuito a spingere le Guide a diramare un comunicato in cui si dichiara, finalmente e apertamente, che d’ora in avanti la strada della unilateralità sarà abbandonata e che per le future decisioni saranno presi in considerazione tutti gli attori della verticale italiana. E’ in un certo senso una dichiarazione storica, che evidentemente aveva bisogno di un incentivo mediatico, ma tant’è, quel che conta è il risultato finale. E ora c’è l’impegno ufficiale ad aprire agli altri attori del nostro mondo.

La nostra forte perplessità a riguardo dei modi e dei luoghi scelti per il primo “outing” di metà gennaio, cioè gli uffici della assessora regionale leghista Cambiaghi, resta intatta; siamo comunque certi che le prossime riunioni a riguardo della nuova legge saranno collegiali e soprattutto in sedi più consone e di respiro nazionale. AGD

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