La S.C.A.R.P.A. da scalata per l’inverno: il test della Maestro Alpine

Non riuscite a smettere di cercare roccia asciutta anche in inverno?  

Non mentite, non fate gli uomini denim che non devono chiedere mai. Anche voi, duri omaccioni dell’alpinismo, almeno una volta avete patito un freddo cane in parete, al punto di non avere solo le mani ghiacciate (su quelle puoi sempre soffiare oppure tenerle sotto alle ascelle per un po’), ma anche le punte dei piedi completamente insensibili, due tronchetti della infelicità stretti dentro delle scarpette certamente precise, ma in quel momento solo inservibili e insensibili propaggini inferiori gommate. Le dita dei piedi congelate sono uno dei peggiori incubi dell’alpinista, perchè i piedi non li puoi sfregare, non li puoi scaldare e nemmeno ti puoi togliere le scarpette a metà tiro per cercare conforto sfilandole, col rischio di restare a piede nudo per il resto della fredda giornata. Insomma, da sempre, esiste il problema: coniugare tecnicità di calzata e temperatura esterna. Il piede resiste meglio al freddo se rimane comodo e disteso dentro a una scarpa; ma se rimane comodo e disteso la scarpa non va bene per scalare. Quindi il problema da risolvere era quello di una scarpetta tecnica, e quindi “scomoda” e stretta che pur rimanendo tale mantenesse il piede il più caldo possibile. Ecco quindi queste Maestro Alpine, un vero unicum nel mondo della scalata, la prima e finora unica calzatura per l’arrampicata concepita per scalare quando c’è molto freddo (o quando si pensa che sia molto freddo, ogni riferimento alle tante ragazze che si lamentano del freddo anche quando non c’è è puramente casuale, ma questa potrebbe essere una soluzione per loro). Insomma in questa Maestro Alpine un complesso sistema di tre diversi strati termici, annegati l’uno dentro l’altro, avvolge il piede in posizioni differenti e funzionali al non disturbare la scalata, ma salvando gran parte della sensibilità di arrampicata che si ha quando si scala con il suo modello d’origine, la Maestro Eco, che di per sè è tanta roba, specie in fessura, dove c’è da incastrare con una certa brutalità e sulle piccole tacchette; che questa Alpine schiaccia quasi con la precisione di una Boostic. Ovviamente non chiedetele di spalmare come una Drago o di arpionare in strapiombo come una Furia: è una calzatura alpinistica e come tale va considerata. La eccellente calza termica si prolunga fin sotto il polpaccio, per scaldare ulteriormente le propaggini e la rende inconfondibile da qualsiasi altro modello sul mercato. Outstanding è anche il prezzo, oltre i 200 euro, che si ripagano anche in sicurezza, perchè scalare a piedi caldi non può costare quanto un ricovero in ospedale per essere scivolati su piedi congelati.. www.scarpa.net

Pro:  precisione, calzata, temperatura, tallone, allacciatura

Contro: prezzo, metti/togli in sosta, occhielli di calzata piccoli 

Do not lie, do not make denim men who should never ask. You too, hard mountaineering men, at least once have suffered a hell cold on the wall, to the point of not having only icy hands (on those you can always blow or keep them under the arms for a while ), but also tiptoes completely insensitive. Frozen toes are one of the worst nightmares of the mountaineer, because you can not rub your feet, you can not heat them and you can not even take off your shoes halfway down to look for comfort by pulling them out, with the risk of being barefoot for rest of the cold day. In short, there has always been a problem: combining technicality of fit and external temperature. The foot is more resistant to the cold if it remains comfortable and relaxed inside a shoe; but if it remains comfortable and relaxed, the shoe is not good for climbing. So the problem to be solved was to have a technical shoe, “uncomfortable” and tight, while remaining as warm as possible. Here come Alpine Maestro, a true unicum in the world of climbing, the first and so far only footwear for climbing designed to climb when it is very cold (or when you think it is very cold, any reference to the many girls who they complain of the cold even when there is not it is purely coincidental, but this could be a solution for them). So in this Alpine Master a complex system of three different thermal layers, drowned inside each other, wraps the foot in different positions and functional not to disturb the climb, but saving much of the sensitivity of climbing that occurs when you scale with his model of origin, the Maestro Eco, which in itself is so much stuff, especially in the cracks, where you stick them with a certain brutality and on small holds; that this Alpine crushes almost with the precision of a Boostic. Obviously do not ask them to smear like a Drago or harpoon in overhang like a Furia: it is a mountaineering shoe and as such it should be considered. The excellent thermal sock is prolonged under the calf, to further heat the offshoots and makes it unmistakable by any other model on the market. Outstanding is also the price, over € 200, which also pay off in safety, because climbing warm feet can not cost as much as a hospitalization to be slipped on frozen feet .. www.scarpa.net

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