La procura di Catania intercetta i telefoni delle Guide

Una parentopoli delle Guide?  Le selezioni truccate? I figli che sostituiscono i padri? Le nomine degli esaminatori pilotate?  Non sono ancora certezze, ma certamente non si parla più solo di sospetti nell’ambito, fumoso quanto il vulcano, del professionismo di montagna che gravita intorno alla montagna siciliana. L’Etna, già oggetto di una zonazione da brividi presentata come un grande traguardo in nome della sicurezza (“zonazione” e “spartizione” sono due termini che  in questo caso risultano particolarmente affini), adesso fa da sfondo ad una approfondita inchiesta della procura di Catania, che, stando a quanto pubblicato da Meridionews, avrebbe svolto anche delle intercettazioni telefoniche sui cellulari delle Guide alpine coinvolte nell’organizzazione delle ultime selezioni, del Maggio di 2018. Selezioni che non sono gratuite e che hanno generato un introito superiore ai 20.000 euro. Niente di sbagliato nel costo, a patto che le possibilità di passare il concorso siano uguali per tutti e non ci siano aspiranti in grado di individuare al volo i punti di controllo delle prove di orientamento in base a informazioni ottenute non si sa come. E che magari sembrano essere figli degli organizzatori.  Questo almeno quanto pare emergere dalle intercettazioni pubblicate dal sito. Stay tuned!

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