La Guidopoli siciliana: la magistratura annulla i risultati del concorso

Smacco a Cesa Bianchi e alle guide

Il sito merdionews .it riferisce che è game over: il teatrino messo in piedi da oltre un anno a riguardo del concorso (truccato?) per diventare guide alpine vulcanologiche (con riserva assoluta di condurre sui vulcani) è terminato. La magistratura catanese ha infatti annullato il concorso e i suoi strani risultati, dove figli di guide locali (dell’allora presidente del collegio Biagio Aragonese) erano stati preferiti a un grosso lotto di partecipanti. Quindi i soggetti “promossi” al concorso non potranno più esercitare, cosa che hanno fatto dal concorso fino a ieri. Si tratta davvero di una storiaccia, che avevamo seguito dall’inizio e che ora avrà anche strascichi penali ed erariali sia per Ragonese che per il presidente della commissione d’esame “esterno”, la cui amicizia con Ragonese, sostengono i magistrati, risulta provata da foto pubblicate su FB prima del concorso.

Aldilà della vicenda siciliana, ci sentiamo di dire che il Collegio delle Guide avrebbe fatto meglio ad anticipare la magistratura, annullando il concorso senza aspettare che arrivasse il maglio giudiziario a sistemare una vicenda che aveva fatto gridare allo scandalo sin dall’inizio. Cesare Cesa Bianchi, ex presidente nazionale delle guide, che era stato mandato in Sicilia come “reggente” post-Ragonese, avrebbe fatto meglio a prendere atto della situazione e azzerare il tutto e non a dichiarare, come riportato da meridionews “Non accetto di essere additato come colui che mette la testa sotto la sabbia perché, se ve ne fossero stati i presupposti, l’autorità giudiziaria penale avrebbe cautelarmente interdetto alle guide interessate l’esercizio della professione e il Tar sospeso la delibera d’approvazione della graduatoria degli abilitati“.

Adesso sono stati interdetti, e non cautelativamente… Per saperne di più, ecco il link a Meridionews

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