Kuntur Sayana, un brutto messaggio per il climbing mondiale

Durif e Larson chiodano dall’alto una multipitch a 4800mt

Sappiamo di non renderci troppo popolari con un articolo di questo genere, ma siamo sinceramente impressionati dal fatto che i media mondiali abbiano pubblicizzato l’ultimo video della coppia Durif-Larson in maniera completamente acritica. Come se tutto ciò che si vede nel video sia perfettamente normale ed accettabile. Forse ciò è dovuto alla pletora di video e di informazioni che tutti i giorni passano sui nostri cellulari e tablet, tanto da rendere ogni video l’ennesimo, da consumare e dimenticare in pochi minuti. Ma questo video è diverso, perchè sdogana un sistema. Un sistema contrario all’etica condivisa, nel mondo dell’alpinismo, sull’apertura di vie di più tiri in montagna.

Premettiamo che conosciamo bene la zona: chi scrive è stato a Pitumarca, Perù, per una decina di giorni a scalare a oltre 4000 metri di quota in mezzo alle Ande. Pitumarca è la Ceuse del Peru, ma sul Libròn, la più evidente e accessibile delle pareti multipitch, le vie sono state aperte dal basso. Si tratta di un calcare di straordinaria qualità, ricco di gocce e concrezioni, il sogno di ogni alpinista apritore. Molto molto simile al Ratikon o al Wetterstein, tanto per fare un paragone ben conosciuto in Europa, posti dove passano vie come Silbergeier o Deja. La coppia Durif – Larson ha chiodato un gran numero di monotiri nella zona, ovviamente dall’alto, ma poi ha applicato la stessa tecnica di apertura anche su una parete di 280 metri che culmina a 4800 metri di quota. Tutto rigorosamente documentato nel filmato, che nella prima parte mostra questi climbers-operai che si calano dalla parete come se fosse la cosa più normale del mondo, alla ricerca della miglior linea.

Per noi non è normale. Senza scomodare Vinatzer e il passato remoto, Huber ha aperto Bellavista dal basso; Kammerlander ha scritto pezzi memorabili di scalata in Ratikon dal basso; Larcher e Vigiani hanno aperto Hotel Supramonte, che non è certo in ambiente alpino, rigorosamente dal basso; Tondini e Gietl stanno facendo lo stesso in Dolomiti addirittura senza usare gli spit, su roccia meno buona e su difficoltà comunque ben oltre l’8a.

Ognuno è ovviamente libero di vivere la montagna come vuole, ma noi siamo altrettanto liberi di gridare che non siamo per niente d’accordo con questo tipo di approccio. A poca distanza e sempre in Perù, sulla Sfinge e altri satelliti, hanno aperto dal basso fior fior di grandi alpinisti mondiali e persino il nostro Roberto Iannilli. I fratelli Pou hanno fatto lo stesso con tre vie nuove, appena un anno prima. Quindi quello che è stato fatto dalla coppia franco-americana va contro anche alla stessa tradizione peruviana.

Quindi si può fare. Questa Kuntur Sayana FORSE porterà più turisti verticali a Pitumarca, ma è un brutto precedente che potrebbe far sentire qualcuno autorizzato a calarsi da Lavaredo, dal Pordoi, dalla Scotoni e da qualsiasi altra montagna bardato come un operaio edile. E uccidere l’alpinismo e l’avventura. AGD

We know we don’t make ourselves too popular with such an article, but we are sincerely impressed by the fact that the world media have advertised the latest video of the Durif-Larson couple in a completely uncritical way. As if everything you see in the video is perfectly normal and acceptable. Perhaps this is due to the plethora of videos and information that pass every day on our mobile phones and tablets, so much so that each video is yet another, to be consumed and forgotten in a few minutes. But this video is different, because it clears a system. A system contrary to shared ethics, in the world of mountaineering, on the opening of multi-pitch routes in the mountains.

Let’s say that we know the area well: who writes was in Pitumarca, Peru, for about ten days climbing at over 4000 meters of altitude in the middle of the Andes. Pitumarca is the Ceuse of Peru, but on the Libròn, the most evident and accessible of the multipitch walls, the routes were opened from below. It is a limestone of extraordinary quality, rich in drops and concretions, the dream of every mountaineer opener. Very similar to Ratikon or Wetterstein, just to make a well known comparison in Europe, places where routes such as Silbergeier or Deja run. The Durif – Larson couple bolted a large number of single-pitch pitches in the area, obviously from above, but then applied the same opening technique to a 280-metre wall that culminates at an altitude of 4800 metres. All rigorously documented in the film, which in the first part shows these climbers- workers climbing down the wall as if it were the most normal thing in the world, in search of the best line.

It’s not normal for us. Without disturbing Vinatzer and the remote past, Huber has opened Bellavista from below; Kammerlander has written memorable pieces of climbing in Ratikon from below; Larcher and Vigiani have opened Hotel Supramonte, which is certainly not in an alpine environment, strictly from below; Tondini and Gietl are doing the same in the Dolomites even without using bolts, on less good rock and on difficulties well above 8a.

Everyone is of course free to live the mountain as they wish, but we are just as free to shout that we do not agree with this approach at all. A short distance away and always in Peru, on the Sphinx and other satellites, great world mountaineers and even our Roberto Iannilli have opened from the bottom. Pou brothers made the same with three routes just few months before. So what was done by the Franco-American couple goes against even the same Peruvian tradition. So it can be done. This Kuntur Sayana FORSE will bring more vertical tourists to Pitumarca, but it is a bad precedent that could make someone feel authorized to rappel from Lavaredo, Pordoi, Scotoni and any other mountain dressed as a construction worker. And kill mountaineering and adventure. AGD

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