In Francia provano a raccogliere i cocci

Dopo il deconvenzionamento delle falesie FFME

I climbers francesi stanno iniziando ad esplorare terreni alternativi alle soluzioni che la FFME aveva messo a disposizione negli ultimi vent’anni. Si tratta infatti di impedire che la maggior parte delle pareti francesi destinate all’arrampicata sportiva vengano chiuse alla frequentazione per problemi di responsabilità. Infatt,i a seguito della causa civile persa dalla federazione contro una guida alpina mutilata dalla caduta di un agrossa pietra nella falesia di Vingrau, causa da 1 milione di euro, il presidente Pier You ha decretato il deconvenzionamento di tutte le pareti in capo alla federazione. Ora i climbers iniziano i primi esperimenti per raccogliere i cocci di questa esperienza negativa, monitorando le falesie in giro per la nazione, cercando di capire la situazione di ognuna per arrivare a una mappatura in seguito alla quale mettere in piedi un piano d’azione. È probabile che la maggior parte delle falesie convenzionate diventino terreno d’avventura, dove ognuno in Francia è considerato responsabile per sé stesso per l’attività verticale che svolge. Anche l’Italia è stata recentemente interessata da parecchie chiusure di falesia di piccole dimensioni, ma la recente drammatica chiusura dell’intero lato sinistro della Val Pennavaire ha messo tutti davanti alla chiara idea che i problemi francesi potrebbero presto diventare problemi italiani. Ecco il link al sito che si occupa della mappatura

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