Il direttore di Pareti intervistato dal Corriere per la questione Presolana

Il sentiero Rotary verso i Cassinelli

Riccardo Bruno, giornalista del Corriere, ha preso a cuore la vicenda delle ruspe che hanno spianato una porzione di bosco che dal Passo della Presolana va alla Baita Cassinelli, già tranquillamente raggiungibile con una storica sterrata. Volendo andare al di là dei toni trionfalistici del Rotary e del Cai di Bergamo, propulsori dell’iniziativa, Bruno ha voluto sentire anche l’altra campana e ha scelto me, dal momento che, insieme a tanti altri, avevo preso una posizione ufficiale contro all’iniziativa. Cosa mai facile, quando si parla di scontrarsi contro qualcosa almeno nominalmente creato a favore di una categoria svantaggiata come gli ipovedenti.

Il succo del mio discorso, secondo me solo parzialmente riportato dal giornalista, è che la montagna non è una barriera architettonica, bensì una barriera naturale, una barriera e basta. Che ognuno può affrontare con le proprie capacità, magari migliorabili con l’allenamento e la preparazione mentale, capacità che comunque si scontreranno sempre con un livello superiore che rappresenta il limite di ognuno di noi. Nessuna scorciatoia è ammessa: ci si allena, ci si prepara e si arriva fino al punto in cui si può arrivare. Poi ci si ferma e si torna indietro. Honnold ha scalato slegato Freerider, non il Dawn Wall. Il K2 non ha ancora una salita invernale. Un sentiero pieno di radici come era quello del Cassinelli non poteva essere salito da un cieco o da una signorina tacco dieci.

Per dire questa cosa non serve un “purista della montagna” come vengo (anche giustamente) definito nell’articolo. Serve solo uno con un cervello normale, e un cervello normale non può far festa se centomila euro vengono buttati per rovinare un bosco già aggirato da una larga strada forestale.

Faccio notare che nell’articolo del Corriere si parla anche di numeri: all’inaugurazione hanno partecipato ben “due non vedenti e un disabile su joelette“. Un’analisi costi/benefici è prevista?

Andrea Gennari Daneri

Ecco il link all’articolo

Riccardo Bruno, a journalist of the Corriere della Sera, took to heart the story of the bulldozers that have cruised a portion of the wood that goes from the Presolana Pass to the Baita Cassinelli, already easily reachable through a historic dirt road. Wanting to go beyond the triumphant tones of Rotary and Cai of Bergamo, propellers of the initiative, Bruno also wanted to hear the other bell and chose me, since, along with many others, I had taken an official position against the initiative. Something never easy, when it comes to clashing against something at least nominally created in favor of a disadvantaged category such as the blind guys.

The gist of my speech, in my opinion only partially reported by the journalist, is that the mountain is not an architectural barrier, but a natural barrier, a barrier as a whole. That everyone can face with their own abilities, perhaps improved with training and mental preparation, skills that will always clash with a higher level that represents the limit of each of us. No shortcut is allowed: you train, prepare and get to the point where you can get. Then stop and go back. Honnold has climbed freesolo Freerider, not the Dawn Wall. The K2 does not have a winter climb yet. A path full of wooden roots like that of Cassinelli could not have been climbed by a blind man or a high heeled young lady.

To say this, you do not need a “mountain purist” as I come (also rightly) defined in the article. Only one with a normal brain is needed, and a normal brain cannot make a party if one hundred thousand euros are thrown away to ruin a forest already bypassed by a wide forest road.

I note that in the article of the Corriere there is also talk of numbers: the inauguration was attended by “two blind and one disabled on joelette“. Is a cost / benefit analysis planned?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi