Giovanni Fumagalli ucciso dal Covid

Era uno dei fondatori del “Gruppo Camosci”

In questi brutti giorni ci sono anche diversi climbers e alpinisti che non sono stati solo sfiorati dall’epidemia. Alcuni sono stati colpiti duramente e stanno lottando per saltarne fuori; la maggior parte di loro nell’area bergamasca della Val Seriana. Fino a ieri tra loro c’era anche Giovanni Fumagalli, attivissimo alpinista e climber, nel famoso “Gruppo Camosci”, quello del Bruno Tassi “Camos”, fin dalla prima ora. Giovanni purtroppo non ce l’ha fatta. Eccone un ricordo di Gian Tiraboschi e del Gruppo Camosci:

Oggi la cattiva giornata è iniziata con una telefonata, come già altre volte purtroppo di questi tempi.  
Pronto …hai sentito… Ed è già come prendere un pugno nello stomaco. 
Cerchi di metterti meglio perché sai già che sarà una brutta notizia.
“sentito cosa?” Sentito del Gio’ …..Il nostro Gio’, si lui, Giovanni Fumagalli , o meglio: dottor Giovanni Fumagalli, farmacista, imprenditore, mastro birraio, viaggiatore, scalatore, padre di famiglia.
Il Gio’ insomma, se n’è andato.
Anche lui vittima di questo virus maledetto e implacabile. E come tutte le volte che qualcuno ci manca il vuoto che lascia sembra incolmabile. Un bergamasco doc, innamorato della montagna e dei viaggi. Gestisce per anni la farmacia di San Pellegrino, ma da qui spicca il volo più volte, per viaggiare, per progettare avventure ed inventarsi di tutto. Sposato con Isabella, due figli , Camilla e Francesco, è una vera forza della natura. Mentre segue la sua professione si appassiona alla fabbricazione della birra artigianale, fonda con il “Camos” Bruno Tassi di San Pellegrino, il gruppo Camosci di alpinisti e scalatori, guidandone attività ed eventi. 
Si organizzano viaggi di arrampicata anche esotici, dove la sua capacità e voglia di avventura gratifica e da slancio a tutto il gruppo. Ma non si ferma mai, apre un locale a San Pellegrino. La birreria “Via Priula” e comincia a inventare e produrre birre che lo porteranno in giro per il mondo nei vari contest, dove le sue birre saranno apprezzate e premiate. La sua storia recente lo vede lasciare la farmacia per dedicarsi completamente alla sua passione: apre un nuovo locale a Bergamo e fonda finalmente il Birrificio Via Priula con produzione propria a San Pellegrino. E nel contempo scala e fa sci alpinismo innamorato com’è delle sue montagne. Adesso avrebbe dovuto essere in Norvegia con il Parimba, ma incredibilmente salta questo giro. E anche tutti gli altri. Non ci sarà più alle gite Camosci, ai meeting di arrampicata di Cornalba e a tutti quegli incontri che lo vedevano protagonista.
Troppo avanti, troppo temerario per non inseguire e realizzare i suoi sogni, ci ha lasciati in un giorno tiepido di fine inverno, perplessi e straniti dal fatto di non poter nemmeno abbracciare e salutare i suoi famigliari.
Il gruppo Camosci si stringe intorno a Isabella, Camilla e Francesco e ti ricorderà e ringrazierà sempre per il fatto di averci inventato. 
Salutaci il Camos. Un abbraccio. I tuoi Camosci

Alla famiglia, al Gruppo e a tutti gli amici le condoglianze della redazione.

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