E’ finalmente nata LA TRAVE

La miglior trave del mondo è francese

Da anni, anzi da vent’anni ne scriviamo. La trave (o “il trave” a seconda delle parlate locali) ha accompagnato generazioni di climbers fin dall’embrione dell’arrampicata sportiva ed è probabile che continuerà a farlo ancora per decenni, dal momento che, quando opportunamente utilizzata, ha dimostrato di essere insostituibile nello sviluppo soprattutto della forza delle dita. Ma da anni scriviamo anche che mancava ancora all’appello LA TRAVE, quella che per caratteristiche potesse essere considerata superiore a tutte le altre. E non stiamo parlando di qualità delle prese proposte, oppure di qualità della resina o del legno di cui sia eventualmente costituita. Stiamo parlando dell’effettivo supporto tecnico scientifico all’allenamento che la stessa trave fosse in grado di fornire attraverso un indispensabile accessorio: le celle di carico. Celle di carico applicate ad ogni tacca del trave, in grado di misurare tempi e intensità degli sforzi applicati su ogni singola tacca dalle dita del climber. Cioè la rivoluzione dell’allenamento di ognuno di noi.

Ci voleva un top climber-ingegnere perchè si riuscisse finalmente a capo del problema, dopo tanti tentativi anche un po’ pacchiani come quello della trave che balla per entrare in connessione con un smartphone.

Nella Smart Board, inventata, costruita e distribuita dal Laurent Vigouroux, climber da 9a e ricercatore all’università di Marsiglia, le celle di carico funzionano e mandano i dati di ogni prestazione a un tablet in grado di visualizzarli immediatamente, memorizzarli, confrontarli con le prestazioni precedenti e anche con i riferimenti mondiali sugli stessi appigli.

Insomma, finalmente c’è e si può comprare. L’unico intoppo è rappresentato dal prezzo, non certo alla portata di tutti. Infatti, se un trave di alta gamma arriva a costare attorno ai 250€, qui siamo decisamente a un altro livello. Una smartboard nuova costa 4013€ iva compresa nella versione con tablet incluso, un po’ meno 3647€ nella versione priva di tablet. Stiamo parlando quindi di un prodotto destinato più alle sale e agli allenatori professionisti che non al singolo climber, ma tant’è. L’importante è che esista e che funzioni; forse in futuro nasceranno prodotti simili a prezzi meno sostenuti. Ecco il link al sito di Smartboard, dove si trovano tutte le info e anche il carrellino dello shop per diventare un po’ più forti e un po’ più poveri.

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