Continua la favola-Shaferov

Il russo “italiano” alle soglie del 9b

C’era una volta un ragazzetto russo, mandato in Italia per tenerlo lontano dai terribili effetti di lungo periodo del disastro di Chernobyl, l’esplosione nucleare più famosa prima della performance giapponese di Fukushima. Un programma di aiuti e di cooperazione internazionale come ce ne sono tanti; ma quello funzionò in modo particolare. Infatti il ragazzetto fu accolto a casa di gente non comune, con il pannello in casa e con il pallino dell’arrampicata e dell’allenamento, membri dei Ragni di Lecco. Così il ragazzo si innamoro’ del climbing e sopratutto dell’allenamento per il climbing,, diventando presto una macchina da guerra verticale.

Da allora Serghey Shaferov non si è più fermato, è approdato alle gare internazionali e ora libera tiri a ripetizione in area 9, tanto da arrivare, con questa “Smile of Jokonda Total extention” 9a+/b FA, alle soglie del 9b, che non è “the new 8b”, ma è l’8c dei tempi in cui Gullich liberava Wall Street, quindi la vera élite mondiale. Le falesie si trovano nella fetta di Russia più temperata, non lontane dal confine georgiano. Davvero una bellissima storia, con un lieto fine ancora non completato, perchè Serghey ha una testa di cemento quando si tratta di allenarsi duro…

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