Clamorosa seconda salita di Tribe 9a Trad per Pearson

Il fuoriclasse inglese ripete la via trad più dura del mondo

Scenario: Cadarese; periodo: quello perfetto per condizioni e temperature; via: Tribe, il 9a liberato da Jacopo Larcher e considerata la via trad esistente più dura del mondo. nell’ultimo anno c’è stato in zona un certo pellegrinaggio, più o meno convinto e più o meno esplorativo, con qualche friend esploso via nella prima parte dell’itinerario, il cui chiave consiste nel rapido passaggio da una fase in forte compressione a mano aperta a cose piccole da stringere con grande potenza di dita.

James Pearson, indiscutibilmente il più forte trad climber anglosassone al momento non è nuovo dell’Ossola e di Cadarese. A Balma1 era stata eclatante la prima ripetizione assoluta dell’8b+ di “A denti stretti”, liberata da Manini con gli spit e scalata, 18 anni dopo, da Pearson proteggendosi solo con friend e nuts.

Così James, finito l’isolamento del covid che in Francia dove vive ha avuto tempistiche diverse dalle nostre, è tornato in terra italiana nelle zone in cui l’avevano più volte accompagnato i “Cadda Boyz”, cioè Ricky Felderer e il piccolo ma assatanato gruppo di fessuristi che ha liberato trad la maggior parte degli altri itinerari da friends della zona. La catena di Tribe era stata messa da Maurizio Pellizzon, il principale chiodatore ossolano e valorizzatore di tutte le falesie sportive della valle. E poi è successo che…. ecco le parole di James:

“Conosco Tribe, o almeno” il grande progetto di Cadarese “da circa 10 anni. Ci sono passato sotto molte volte lungo la strada per la falesia e mi sono chiesto se fosse possibile scalarlo e proteggersi. Ma, nonostante ci fossero voluti solo due minuti per montare una corda statica, non mi ero mai preoccupato di guardare davvero la cosa. Immagino in fondo di aver pensato che probabilmente fosse impossibile, come tante altre linee King trad che ho esaminato nel corso degli anni.

Ho seguito con interesse il viaggio di Jacopo sulla strada di Tribe, lui che è stato bravo a percorrere tutte le tappe per un progetto come questo: vedere se fosse stato possibile, vedere se la sua convinzione avrebbe resistito alla prova del tempo e se infine avesse messo insieme il tutto. Scalare una prima salita è davvero difficile, molto molto più difficile che fare una ripetizione, ci è voluta molta curiosità per Jacopo per controllare inizialmente la linea, e molto coraggio per lui per mantenere il processo e finirlo. Volevo dare un’occhiata a Tribe sin da quando Jacopo ha effettuato la prima salita, ma da quando è nato Arthur, non abbiamo davvero avuto la capacità / energia / tempo per rimanere fissati in un progetto del genere. Siamo arrivati ​​a Cadarese ed era tutto davvero molto bagnato. Per i primi due giorni ho avuto forse un’ora o un’ora e mezza per provare il percorso – alla fine di ogni giornata una volta che le infiltrazioni dall’alto si sono asciugate a sufficienza, e prima che iniziasse a filtrare di nuovo. Le condizioni erano pessime, ma ho gestito la maggior parte dei movimenti, al pelo, e ho iniziato a credere che un giorno avrei potuto salire la via. Dopo averci lavorato per alcuni giorni, ho salito la via al mio settimo tentativo dal basso.

Ero caduto abbastanza vicino alla catena in numerosi tentativi precedenti, ma la natura “volubile” del boulder finale spesso mi ha sputato fuori, nonostante non sapessi davvero perché. Con le previsioni di pioggia nei giorni successivi, avevo praticamente perso la speranza, che probabilmente è esattamente ciò di cui avevo bisogno per togliere la pressione e concentrarmi solo sull’arrampicata. Anche se non posso dire di aver controllato ogni singola via trad nel mondo, ne ho provate e fatte parecchie e ho passato molto tempo a cercare il mio megaprogetto. Per me, Tribe è di gran lunga la serie di movimenti più difficile che abbia mai fatto su una via trad, ed è un vero miracolo che la cosa sia effettivamente possibile. È raro trovare un pezzo di roccia abbastanza compatto da fare una serie di movimenti duri e sostenuti, ma con posizionamenti di protezioni abbastanza decenti. Tribe sarebbe già una fantastica via sportiva, e sono sicuro che le persone farebbero la fila per provare a scalarla. Ciò che lo rende davvero speciale, tuttavia, è che non c’è bisogno di posizionare gli spit per scalarla in sicurezza. Madre natura ci ha dato tutto ciò di cui avevamo bisogno, proprio qui … una linea straordinaria, una bella serie di prese e posizionamenti dei pezzi, proprio dove ne hai bisogno. “

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