Falesia – Pareti Climbing Magazine https://pareti.it Alpinismo, Climbing, Bouldering Mon, 23 Nov 2020 16:08:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.3 139195174 Akira finalmente ripetuta! https://pareti.it/akira-finalmente-ripetuta/ Mon, 23 Nov 2020 16:08:51 +0000 https://pareti.it/?p=7262 Seb Bouin e Lucien Martinez chiudono il cerchio aperto da Rouhling Ci sono voluti 25 anni per arrivare alle prime ripetizioni del primo 9b annunciato nel mondo, nel 1995, dal visionario Fred Rouhling, il francese specializzato nei grandi tetti e nei movimenti obbligatori e lunghissimi su prese a dita distese. Seb Bouin era partito per […]]]>

Seb Bouin e Lucien Martinez chiudono il cerchio aperto da Rouhling

Ci sono voluti 25 anni per arrivare alle prime ripetizioni del primo 9b annunciato nel mondo, nel 1995, dal visionario Fred Rouhling, il francese specializzato nei grandi tetti e nei movimenti obbligatori e lunghissimi su prese a dita distese. Seb Bouin era partito per la piccola spedizione “vintage” con destinazione Les Eaux Claires prprio per tentare Akira, che tanta polemica aveva sollevato nel 1995. L’annuncio del primo 9b mondiale quando ancora il 9a+ non esisteva non era stato accettato dalla nomenklatura del climbing mondiale e Fred Rouhling era stato accusato persino di falso, in un periodo in cui comunque non esistevano i telefonini, Facebook e tutto ciò che ora rende la comunicazione immediata e le prestazioni verificate tramite video. Diversi arrampicatori erano andati fin laggiù (le falesie del west francese sono lontane dalle migliori destinazioni transalpine) ma non avevano trovato la via, le condizioni, persino l’accesso che si diceva sbarrato; oppure le prese che dovevano essere saltate negli anni. Akira è una grotta profonda e poco attraente, dove la corda serve solo all’uscita, mentre per il resto viene scalata con protezioni proprie del bouldering. Insomma alla fine Bouin e Martinez hanno risolto il dilemma: Akira non è stato il primo 9b mondiale; 9a infatti è la sensazione secondo loro più corretta che le prese della via rimandano a chi scala. Resta in ogni caso una prestazione di valore assoluto per il 1995, anche per lo stile visionario (oggi si parla addirittura di grotte sit start, ma allora era impensabile). Quindi chapeau Fred, anche se si era sbagliato col grado!

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Il secondo 9a+ per Laura Rogora: The Bow https://pareti.it/il-secondo-9a-per-laura-rogora-the-bow/ Mon, 23 Nov 2020 11:29:41 +0000 https://pareti.it/?p=7254 A Padaro di Arco Sempre più fruttuosa la permanenza di Laura Rogora nel centro nevralgico della scalata italiana, ad Arco: arriva la seconda salita di “The Bow”, la via con il famoso inchino, liberata da Ghisolfi in luglio. La via si trova nel settore Gotico ed è la connessione tra “Fine di un’epoca” e “Omen […]]]>

A Padaro di Arco

Sempre più fruttuosa la permanenza di Laura Rogora nel centro nevralgico della scalata italiana, ad Arco: arriva la seconda salita di “The Bow”, la via con il famoso inchino, liberata da Ghisolfi in luglio. La via si trova nel settore Gotico ed è la connessione tra “Fine di un’epoca” e “Omen Nomen”. la foto è di Pietro Bagnara

Si tratta del secondo 9a+ per Laura dopo lo strapiombo di “Pure dreaming plus” al Pueblo. Qui sotto il video di Stefano sulla stessa via:

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Berthe, dalle big walls al 9a+ https://pareti.it/berthe-dalle-big-walls-al-9a/ Fri, 20 Nov 2020 11:32:09 +0000 https://pareti.it/?p=7243 Il belga in crescita esponenziale e inarrestabile Pochissimi fuoriclasse al mondo sono in grado di cambiare scenario e strategie di scalata in pochi mesi e anzi di passare dall’uno all’altro rimanendo eccezionalmente performanti. la prima volta che il belga Sebastien Berhe ha fatto parlare di sé sui media internazionali era già parecchio avanti coi lavori; […]]]>

Il belga in crescita esponenziale e inarrestabile

Pochissimi fuoriclasse al mondo sono in grado di cambiare scenario e strategie di scalata in pochi mesi e anzi di passare dall’uno all’altro rimanendo eccezionalmente performanti. la prima volta che il belga Sebastien Berhe ha fatto parlare di sé sui media internazionali era già parecchio avanti coi lavori; infatti aveva realizzato una delle rare ripetizioni in libera del Nose al Capitan; quest’estate è stata poi la volta del trittico delle Alpi, scalando anche di notte e con condizioni bagnate su vie di 8b e oltre. Ma al 9a+ non era mai arrivato, mentre ieri è entrata “Supercrackinette” 9a+ a St.Lèger du Ventoux. Come ha scritto lui stesso sl suo profilo Instagram: Speechless and thankfull! Foto di Julia Cassou

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8c+ per Carlos Logroño (50) https://pareti.it/8c-per-carlos-logrono-50/ Tue, 17 Nov 2020 09:00:36 +0000 https://pareti.it/?p=7223 Cinquant’anni portati molto bene Carlos Logroño non piove dal nulla, e non è certo uno che ha approcciato la scalata tardi, anzi. Carlos è uno dei padri dell’arrampicata sportiva spagnola e in particolare è stato l’assoluto valorizzatore di Vadiello, una delle principali aree sportive della provincia di Huesca, la cui più famosa è indubbiamente Rodellar. […]]]>

Cinquant’anni portati molto bene

Carlos Logroño non piove dal nulla, e non è certo uno che ha approcciato la scalata tardi, anzi. Carlos è uno dei padri dell’arrampicata sportiva spagnola e in particolare è stato l’assoluto valorizzatore di Vadiello, una delle principali aree sportive della provincia di Huesca, la cui più famosa è indubbiamente Rodellar. Proprio a Rodellar, da qualche tempo, Carlos aveva iniziato a fare dei tentativi “sognando in grande”, dal momento che “hulk extensión total” 8c+ sarebbe stato il più grande risultato mai raggiunto in carriera. Si tratta del tetto superfisico che percorre parte della grotta di Ali Babà, nella porzione centrale del canyon. Con due ulteriori estensioni diventa il 9b percorso da Laura Rogora qualche mese fa. Pian piano i movimenti hanno iniziato a entrare e le toccate di ginocchio sono diventate incastri sempre migliori, il fisico, anche se a 50 anni è meno facile, si è adattato allo sforzo. E la favola è andata a buon fine nel miglior stile “never over til it’s over”. Chuck Odette, Stevie Haston, Carlos Logroño, i nostri Alfredo Webber, Dino Lagni e Luigi Billoro… nel mondo c’è una certa circolazione di tenenza anche in età non proprio giovanile… Foto di Javi Pec

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Ondra e la pressione https://pareti.it/ondra-e-la-pressione/ Mon, 16 Nov 2020 20:31:58 +0000 https://pareti.it/?p=7211 Giorno 5 su Perfecto Mundo 9b+ Il campione ceco si è ancora una volta messo pubblicamente in gioco, pubblicando metodologie, tentativi e frustrazioni sulla sua “antivia”, i mono e biditi di Perfecto Mundo, 9b+ a Margalef. Ora è al quinto giorno e alcune cose non stanno andando bene come Adam aveva sperato. Foto di Petr […]]]>

Giorno 5 su Perfecto Mundo 9b+

Il campione ceco si è ancora una volta messo pubblicamente in gioco, pubblicando metodologie, tentativi e frustrazioni sulla sua “antivia”, i mono e biditi di Perfecto Mundo, 9b+ a Margalef. Ora è al quinto giorno e alcune cose non stanno andando bene come Adam aveva sperato. Foto di Petr Chodura. Ecco il video:

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Buster Martin, la settima di Hubble e un bel video https://pareti.it/buster-martin-la-settima-di-hubble-e-un-bel-video/ Tue, 10 Nov 2020 17:11:26 +0000 https://pareti.it/?p=7164 Una delle rare ripetizioni del primo 9a mondiale Action directe oppure Hubble? Quale delle due è stato il primo vero 9a mondiale? Gullich oppure Moon? Secondo noi non ha senso essere tifosi dell’una o dell’altra versione, Germania oppure UK. Quel che è certo è che Hubble conta meno di un terzo delle ripetizioni e nessuna […]]]>

Una delle rare ripetizioni del primo 9a mondiale

Action directe oppure Hubble? Quale delle due è stato il primo vero 9a mondiale? Gullich oppure Moon? Secondo noi non ha senso essere tifosi dell’una o dell’altra versione, Germania oppure UK. Quel che è certo è che Hubble conta meno di un terzo delle ripetizioni e nessuna femminile; ma la durezza non è l’unico parametro in gioco. Conta il luogo e certamente il clima, Raven Tor e il calcare inglese in generale non fanno di certo sognare le moltitudini verticali. Entrambe sono vie corte, di forza, di estrema forza; su Hubble risolvono il crux nella prima parte e poi vanno in catena; ma su Action Directe in tanti hanno continuato a cadere al penultimo movimento, segno che la resistenza alla forza sulla via tedesca conta di più. Insomma Buster Martin, climber di Sheffield con all’attivo del 9a+ lavorato e dell’8b a vista, ha coronato il suo sogno di ragazzino e ppi ha coinvolto il grande Ben Moon nel video che racconta la sua esperienza su Hubble e la costruzione della forza necessaria per arrivare al risultato. C’è anche la salita uncut. In conclusione il video è forse più bello della via…

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Ondra in pieno “scomodo mode” https://pareti.it/ondra-in-pieno-scomodo-mode/ Tue, 10 Nov 2020 08:26:36 +0000 https://pareti.it/?p=7160 A Margalef insiste sul suo antistile I grandi campioni si vedono anche da questo; Ondra è a Margalef per provare “Perfecto Mundo”, il cui stile senza compromessi a dita stese e prese lontane non è nel suo stile. Prima o poi la farà, ma stavolta il più forte climber del mondo è davvero vicino al […]]]>

A Margalef insiste sul suo antistile

I grandi campioni si vedono anche da questo; Ondra è a Margalef per provare “Perfecto Mundo”, il cui stile senza compromessi a dita stese e prese lontane non è nel suo stile. Prima o poi la farà, ma stavolta il più forte climber del mondo è davvero vicino al suo limite attuale e riconosce che occorrono condizioni perfette della parete per consentirgli tentativi decenti. Nell’attesa, sente di doversi allenare, di mantenere alto il livello di forza, cosa non facile in un borgo rurale disperso come Margalef, privo di strutture specifiche malgrado la vocazione verticale. Così Adam si attacca a vie che richiedono un massimale molto alto, come una via liberata da Megos, la Ley Indignata, “solo” 9a, ma corta e “brutale”, un pannello a 45° con appigli piccoli e lontani, il contrario di quanto piace ad Adam. Racconta questa storia qui:

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Terzo 9b mondiale per Julia Chanourdie https://pareti.it/terzo-9b-mondiale-per-julia-chanourdie/ Mon, 09 Nov 2020 08:33:43 +0000 https://pareti.it/?p=7141 A St. Lèger, durante il lockdown Non deve certamente aver subito la pressione del pubblico dei climbers che, immancabilmente, si assiepano sotto alla via su cui sta impiantando dei tentativi un campione conclamato della scalata. Julia Chanourdie, 24 anni e punta di diamante della nazionale francese, qualificata per le Olimpiadi che forse non si faranno, […]]]>

A St. Lèger, durante il lockdown

Non deve certamente aver subito la pressione del pubblico dei climbers che, immancabilmente, si assiepano sotto alla via su cui sta impiantando dei tentativi un campione conclamato della scalata. Julia Chanourdie, 24 anni e punta di diamante della nazionale francese, qualificata per le Olimpiadi che forse non si faranno, aveva tutta Saint Lèger per sé, dal momento che solo gli atleti professionisti sono abiliati a scalare in falesia durante questi giorni di assoluto lockdown nel paese transalpino.

Una settimana fa, nella stessa falesia, era riuscita a percorrere uno dei pochissimi 8b a vista femminili mondiali, con “La barre à un million d’annees”, segno di uno stato di forma strepitoso. Da qualche tempo stava provando Eagle-4, un 9b liberato e gradato da Ondra e finora ripetuto solo dal giovane francese Hugo Parmentier.

Julia, al quarto giro della giornata, è riuscita ad arrivare in catena pulita e, come dice lei, con margine, lasciando una finestra aperta alla possibilità di considerare che il limite sia ancora lontano. Quello che avevamo previsto, cioè che sarebbe stato un grande anno di realizzazioni in falesia a causa dello stop alle gare, si sta puntualmente verificando. Dopo Angy Eiter con la Planta se Shiva e Laura Rogora con il mega groppone di Rodellar, ecco quindi il terzo 9b femminile mondiale, che Julia racconta così sulla sua pagina Instagram:

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📸 @julia.cassou Il s’est passé quelque chose de dingue hier soir, j’enchaîne Eagle-4 mon premier 9b… 🤩 J’ai encore du mal à réaliser car tout a été très rapide ! Hier je sentais que c’était possible d’enchaîner, car j’avais mis un bel essai la veille. J’étais donc hyper motivée sans trop comprendre que je pouvais réussir mon premier 9b… et j’enchaîne au 4ème essai de la journée à la nuit tombante, au run du « kosovar », avec même une petite flemme, il a fallu que je me boost pas mal mentalement avant d’y aller, je pensais que j’allais être fatiguée de mes essais précédents. Mais, dès le premier mouv passé (l’un des plus durs pour moi), tout a suivi assez naturellement, il faisait un peu plus frais que pour les autres essais, je me laissais juste avancer, mouv par mouv sans rien lâcher. J’étais assez stressée ces derniers jours par rapport à la situation sanitaire. J’avais peur que l’accès aux falaises pour les athlètes de haut niveau ne soit bientôt plus possible et donc de repousser cette réalisation à beaucoup plus tard. C’était toujours dans un coin de ma tête, alors je savais au fond de moi qu’il valait mieux ne pas trop tarder. À ce propos, merci à tous pour vos adorables messages de félicitations et pour votre soutien et votre compréhension 😊 Je vous donne plus d’infos très prochainement avec des précisions sur l’aventure Eagle-4, des photos et des vidéos. 😊 Yesterday, I sent Eagle-4, my first 9b…🤩 It all happened so fast ! I felt it coming though, because I'd put in a good run the day before. I was really motivated, even though I couldn't quite envision sending my first 9b. Late in the evening, I had to psych myself up before my 4th run. But after the first move, everything started to flow. The temperature had dropped, I felt cooler than my earlier runs. I just climbed, move after move and hung onto each of them for the send ! The past days, the national restrictions had me nervous. I was worried professional athlete access to the crags would be cut off. It would have postponed the sent. That thought was in the back of my mind and it helped propel me forward on the route. Huge thanks to all of you. Stay tuned I’ll post more soon 😊

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Un’altra falesia chiusa https://pareti.it/unaltra-falesia-chiusa/ Tue, 03 Nov 2020 11:02:59 +0000 https://pareti.it/?p=7131 E’ la volta di Brembilla, nella bergamasca A distanza di pochi giorni dalla Grotta Caterina in quel di Trieste, ecco un’altra falesia chiusa, potenzialmente per sempre. Non c’entra il lockdown e nemmeno i rumori molesti, perchè le pareti sono parecchio lontane da un centro abitato. Il problema è sempre il solito: i chiodatori, e andiamo […]]]>

E’ la volta di Brembilla, nella bergamasca

A distanza di pochi giorni dalla Grotta Caterina in quel di Trieste, ecco un’altra falesia chiusa, potenzialmente per sempre. Non c’entra il lockdown e nemmeno i rumori molesti, perchè le pareti sono parecchio lontane da un centro abitato. Il problema è sempre il solito: i chiodatori, e andiamo indietro di più di dieci anni, avevano chiodato su terreno privato; non avevano certamente attrezzato le belle pareti di Brembilla, provincia di Bergamo, di nascosto o con l’intento di farla in barba a qualcuno. Anzi: c’era stata tanto di inaugurazione, tre edizioni di festival e anche i proprietari a presenziare ad almeno una di quegli eventi. Ma tutto “sulla parola”, senza niente di scritto, nemmeno uno scarico di responsabilità.

Ed è proprio la “responsabilità” potenziale che deve aver spaventato i proprietari del terreno su cui insistono le pareti rocciose, al punto da mettere i cartelli di divieto e procedere alla rimozione di parte degli ancoraggi in posto. Le falesie di Brembilla, quindi, al momento sono chiuse e non frequentabili, anche se i climbers locali sperano di riaprire una porta con l’arma del dialogo e di un potenziale accordo.

Basterebbe una legge dello Stato, una leggina di due righe semplici semplici, che recitasse più o meno in questo modo: “i proprietari dei terreni infruttiferi su cui vengono attrezzati itinerari di arrampicata sono sempre esclusi da ogni responsabilità per l’attività sportiva ivi praticata”. Due righe, ma dalle quali siamo per adesso ben lontani.

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Chiude la Grotta Caterina https://pareti.it/chiude-la-grotta-caterina/ Tue, 27 Oct 2020 15:32:34 +0000 https://pareti.it/?p=7107 La proprietaria ha detto stop Brutte notizie per l’arrampicata friulana e triestina in particolare. Uno dei luoghi più allenanti e accessibili della provincia di Trieste non è più frequentabile, perchè la proprietaria ha deciso di proibirne l’accesso ai climbers. Lo sbarramento dell’accesso non arriva comunque a ciel sereno, ma si tratta di una questione di […]]]>

La proprietaria ha detto stop

Brutte notizie per l’arrampicata friulana e triestina in particolare. Uno dei luoghi più allenanti e accessibili della provincia di Trieste non è più frequentabile, perchè la proprietaria ha deciso di proibirne l’accesso ai climbers. Lo sbarramento dell’accesso non arriva comunque a ciel sereno, ma si tratta di una questione di lungo periodo. La chiodatura e la frequentazione, iniziate in sordina e con i numeri limitati di una falesia “confidenziale”, hanno visto una seconda fase in cui la frequentazione di alcuni top sloveni ha aperto le porte a numerosi climbers di oltre confine; una terza fase ha visto la parete pubblicata su una guida onnicomprensiva dell’area giuliana, così da “rompere le acque” e rendere la situazione con la proprietà insostenibile. Climbers locali ci segnalano che il comportamento di diversi climbers non è stato irreprensibile e la chiusura non può considerarsi arbitraria (oltreché legittima legalmente). Al momento attuale, quindi, seguire le indicazioni della guida per arrivare fin qui è tempo buttato.

Bad news for climbing in Friuli and Trieste in particular. One of the most training and accessible places in the province of Trieste is no longer accessible because the owner has decided to shut access down to climbers. However, the barrier of access does not reach a clear sky, but it is a long term issue. The bolting and the frequentation started quietly and with the limited numbers of a “confidential” cliff, then have seen a second phase in which the frequentation of some Slovenian tops has opened the doors to many climbers from beyond the border; a third phase has seen the wall published on a comprehensive guide of the Julian area, so as to “break the waters” and make the situation with the property unsustainable. Local climbers report that the behavior of several climbers was not irreproachable and the closure cannot be considered arbitrary (as well as legally legitimate). At the moment, therefore, following the guide’s directions to get there is time wasted.

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