Bouin libera il sogno albanese di Ondra 9b

Sulle canne di Brar

La strada sconnessa che porta dalla capitale Tirana verso Le cave di Brar non prometterebbe nulla di buono per la scalata finché proprio non arrivi sotto a questo muro impressionante pieno di canne lunghe 40 metri, proprio mono canne. La storia di questo muro impressionante è prima di tutto italiana: è stato infatti un gruppo di Roma a mettere i primi spit su queste linee che sono, purtroppo, spesso bagnate. Ed è con l’acqua che ha dovuto lottare, oltre che con le difficoltà, il francese Seb Bouin, che aveva il sogno di liberare, con il suo permesso, “The dream”, chiodata da sua maestà Adam Ondra durante il suo lungo viaggio nei Balcani di 2 anni fa. L’assedio di Seb è durato circa un mese e alla fine è venuto a capo di questa linea futuristica, impossibile da non notare appena si parcheggia, appena a sinistra della galleria che buca la parete. L’Albania ha la possibilità di diventare una delle principali destinazioni verticali e frequentabili tutto l’anno. Ma i climbers locali sono pochi, tutti riuniti all’interno della piccolissima sala gestita da Eilon Cikopano, che eroicamente combatte la sua battaglia verticale all’interno di un paese che di sport conosce solo il calcio. Speriamo che l’impresa di Seb, e le immagini che gireranno per tutto il mondo, contribuiscano a far uscire l’Albania anche dall’isolamento verticale ora che è uscita dall’ isolamento politico. Foto Tchalo Productions.

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