Bimbaluna 9a/+ per Alessandro Zeni, l’intervista

Bimbaluna 9a/+ per Alessandro Zeni, l’intervista

Saint Loup è un luogo della Svizzera francese né bello né brutto, sicuramente non uno dei più interessanti da scalare se non fosse per il settore diventato famoso in tutto il mondo per la presenza di due linee “mostre” che hanno fatto la storia del placchiamo estremo mondiale, entrambe opera dell’intuizione dei fratelli Nicole, Francois e Fred.

“Bain de Sang” 9a è sicuramente la più famosa anche perché la più bella da scalare, più continua e “moderna” pur nel suo stile spaccadita. E’ diventata famosa sopratutto per aver rappresentato il primo 9a femminile mondiale con la ripetizione della basca Josune Bereciartu nel 2002.

“Bimbaluna” è la sorella più difficile perché più feroce e boulderosa sulle dita, si risolve, per chi è in grado, in circa sette spostamenti chiave di mano. Alessandro Zeni, dopo aver ripetuto “Bain de Sang” insieme a Riccardo Scarian, è tornato in Svizzera per chiudere i conti con Bimbaluna, lanciandosi anche in tentativi di ripetizione “estremi” durante una nevicata (vedi video a fine pagina).

Ecco come ha risposto alle nostre domande:

Dal Primiero alla Svizzera per tre giorni, come facevi a essere sicuro delle buone condizioni della parete?

Come si dice: conta il viaggio, non la destinazione. Questo per dire che non ne eravamo affatto sicuri, volevamo solo metterci alla prova. Di fatto poi non abbiamo trovato grandi condizioni ma abbiamo saputo ritagliaci i giusti momenti per poter provare la via.  Personalmente non ho mai amato le sfide facili. Di fronte ad un obbiettivo importante cerco sempre di prepararmi nel migliore dei modi ma sono anche consapevole che certe cose non possono essere controllate, ci vuole fortuna ed è questo il bello della vita!

Quanto è importante il freddo su una parete così?

Su questo genere di vie credo che la temperatura giochi un ruolo fondamentale. Se le temperature sono basse è più difficile che si buchi la pelle dei polpastrelli. Inoltre si parla sempre di pochi millimetri di roccia quindi le condizioni sono ancora più importanti che su altri stili di scalata.

Su questa via sono più importanti le dita e la loro forza oppure l’equilibrio e la scioltezza?

La forza nelle dita è senz’altro la componente principale su questa via. Ma oltre a questo ci vuole precisione, velocità di esecuzione e una certa sensibilità. Se si possiedono tutte queste qualità è comunque molto importante essere pazienti. Certo, salirla nella falesia vicino a casa è una cosa, tutt’altro conto è se ci si trova catapultati a quasi 700 km di distanza dove se sbagli nella gestione ti puoi giocare tutto già al primo giorno. Avevamo solo 5 giorni di tempo,  in poche parole, ogni singolo tentativo e ogni giorno di riposo andava valutato con cura. Tutto questo può essere stressante per certi versi ma per altri è anche un modo interessante per mettersi davvero alla prova.

Quanti giri al giorno è possibile fare prima che salti la pelle?

Personalmente non ho mai superato i 3 tentativi al giorno e il giorno seguente ero costretto a riposare per evitare di tagliarmi i polpastrelli. E’una via davvero particolare perché a fine giornata ti sembra quasi di non aver scalato eppure se fai ancora un giro non ti schiodi anzi rischi solo di bucarti e perdere tempo prezioso per il recupero.

La tua è la ripetizione numero? dopo i fratelli Nicole e la Bereciartu?

La mia dovrebbe essere la quarta ripetizione. Dei fratelli Nicole, da quanto mi risulta, l’ha salita solo François nel 2004 (potrei sbagliarmi). Dopo di lui so che è stata ripetuta solo da Josune Bereciartu nel 2005, dal polacco Rosa Stefanek nel 2006, e infine Maurizio Zanolla nel 2008. Spero di non aver dimenticato nessuno, in tal caso chiedo scusa!

 

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