Alexander Huber in libera sull’8b+ in solitaria autoassicurato

Ph. Heinz Zak

In the 4th pitch the face gets really blank and the climbing somewhat technical… You would be lost here if you couldn’t trust your feet.” Insomma dal quarto tiro in poi questa via è un palo, che il mitico Alexander, mentre il fratello urla in un microfono, si gioca alla grande con tre lunghi anelli di corda passati accanto alla gamba, tanta che ne serva per arrivare, con un grigri modificato, sano e salvo alla sosta successiva. Stiamo parlando di un’altra via di gran livello (dieci anni fa avremmo scritto “estrema”) tracciata sulle montagne pre-alpine vicino a casa, lisce come il vetro e dalla qualità del calcare altissima. Su questa Elephantenbaum, infatti, malgrado l’evidente bellezza, non c’era ancora nessuna via, a causa della apparente impossibilità di trovare prese per passarci attraverso. Invece Alex, con l’occhio “climbino” del fuoriclasse, ha tirato fuori con coraggio sei tiri di 6c, 7a, 6c+, 8a+, 8b+ e di nuovo 6c. Il chiave è il quinto tiro, che dopo una sezione boulder continua per altri 45 metri di resistenza!

Foto di Heinz Zak

 

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