Abbiamo provato il Birdie

Il nuovo assicuratore Beal

In tutti questi anni ci siamo abituati al periodico affacciarsi di nuovi dispositivi per l’assicurazione al primo di cordata e si notava sempre una costante: tutti cercavano, in qualche modo, di differenziarsi dal Grigri di Petzl, ormai da quasi vent’anni leader del mercato. È stato molto importante che il punto di partenza di questi nuovi dispositivi fosse questo, perché ha indotto anche la ditta francese ad aggiustare il tiro e a produrre un paio di upgrades, l’ultimo dei quali provvisto della funzione antipanico.

Ora arriva il Birdie di Beal, un dispositivo che invece affronta il problema dal punto di vista opposto, cioè non cerca di differenziarsi a tutti i costi dal Grigri, ma anzi cerca di assomigliargli il più possibile pur essendo, almeno nell’aspetto, molto diverso. Questo per dire che coloro che si sono abituati a utilizzare il Grigri non avranno alcuna difficoltà a impostare da subito e correttamente la corda all’interno di questo Birdie. La corda passa allo stesso modo, la camma è fatta quasi uguale, insomma le somiglianze battono alla grande le differenze. Questo, almeno dal punto di vista commerciale, è indubbiamente un punto di forza di questo dispositivo, perché non a tutti piace iniziare a maneggiare qualcosa di completamente diverso da ciò che gli è stato mostrato a un corso o durante le prime uscite in falesia con gli amici. Se hai imparato col Grigri non avrai problemi a usare questo Birdie, insomma. Eppure, dicevamo, l’aspetto è completamente diverso. E’ complessivamente più piccolo ma anche decisamente più pesante, ma non crediamo che si tratti di un punto debole: essendo costituito completamente di parti metalliche, acciaio oppure alluminio, conferisce un’impressione globale di grande solidità; non ci sono quindi parti in plastica e le preoccupazioni a riguardo dell’usura delle parti sottoposte a frizione rimangono in questo caso delle speculazioni meramente teoriche. Per danneggiarlo bisogna fonderlo oppure prenderlo a serie martellate. Inoltre funziona completamente a vista, nel senso che non ci sono punti in cui la corda rimane nascosta all’interno del dispositivo. Questo è un grosso punto a favore della durata della corda, perché non si accumula polvere da nessuna parte. L’asse di lavoro del dispositivo è molto ben studiato: la corda entra dritta ed esce dritta, non creando attorcigliamenti. Li doveste registrare, sappiate che sono causati da angoli a monte (probabilmente in sosta) e non da angoli a terra.

Veniamo ora alla comodità d’uso e all’efficienza generale. In questi campi il Birdie non si comporta molto diversamente da tutta la concorrenza; cioè anche qui l’influenza del tipo di corde che vengono utilizzate è cruciale; anzi: il Birdie ha il range di millimetri dichiarato più ampio del mercato, andando da 8,5 a 10,5mm, quindi potenzialmente le differenze sono ancora maggiori.

L’utilizzo dichiarato simile al secchiello è veritiero, ma solo con corde piccole; con l’aumentare degli spessori dev’essere invece utilizzato in modo più classico, cioè agendo abbassando la leva in modo che ci è parso del tutto simile a quanto si fa col Grigri.

Nè più comodo nè più scomodo. Lo stesso dicasi per la fase di calata: una volta abituati alla pressione in tiraggio da esercitare sulla leva, tutto funziona senza stranezze dall’inizio alla fine della calata. Simile anche la dinamicità nella trattenuta dei voli, ci vorrebbero strumenti di precisione per attribuire dei numeri altrimenti impercettibili. Manca un dispositivo antipanico, il che non lo rende particolarmente appetibile per le palestre artificiali, ma c’è da dire che, man mano che si spalanca la leva, il dispositivo si inclina longitudinalmente in un modo per cui è molto facile che la corda in entrata vada a sfregare contro la corda in uscita; diciamo che è molto facile perché il capo che va verso terra viene sempre tenuto con la mano destra e quindi è assai probabile che in caso di panico da parte dell’assicuratore la corda rallenti il suo scorrimento grazie a questa frizione che con corde grosse può essere anche molto forte. Pur mancando l’antipanico il Birdie può essere interessante anche per le palestre grazie alla presenza di un piccolo foro sulla prua destra in cui piazzare una vite autofilettante (in dotazione) per impedire che si possa aprire il dispositivo da parte di persone non autorizzate. Questo consente di assolvere a questa importante funzione senza dover bricolare il belayer (come si è costretti a fare col Grigri) o aggiungere parti terze come fascette da elettricista ecc..ecc.. Infine il prezzo, molto aggressivo: anche se spesso i belayers sono inspiegabilmente usati dai negozi come “tiradentro” con margini di guadagno ridicoli, lo troverete con tutta probabilità proposto a un prezzo medio di 10 euro inferiore rispetto al Grigri 2; quindi un bello “sconto” per un prodotto sinteticamente simile. Tutti sembrano molto eccitati dall’idea di poterlo usare anche con corde singole da 8,5 (in pratica solo la Opera di Beal); noi crediamo che la corsa al minidiametro, ora che i climbers hanno capito quanto meno dura una corda supersottile, sia ormai marginale, soprattutto in tempi in cui è aumentato il numero dei climbers appassionati del lavorato rispetto a chi insegue le onsight.

In all these years, we got used to the periodicals of new devices for the belay of the lead climber and there was always one constant: everyone was trying, in some way, to differentiate themselves from Petzl’s Grigri, the market leader for almost twenty years now. It was very important that the starting point for these new devices was this because it also led the French company to adjust and produce a couple of upgrades, the last of which was equipped with the anti-panic function.
Now comes Beal’s Birdie, a device that instead faces the problem from the opposite point of view, i.e. it doesn’t try to differentiate itself at all costs from the Grigri, but rather tries to look like it as much as possible even though it is, at least in appearance, very different. This is to say that those who have become accustomed to using the Grigri will not have any difficulty in setting the rope inside this Birdie immediately and correctly. The rope passes in the same way, the cam is made almost the same, in short the similarities beat the differences. This, at least from a commercial point of view, is undoubtedly one of the strengths of this device, because not everyone likes to start handling something completely different from what they were shown at a course or during their first outings on the crag with friends. If you’ve learned with Grigri you’ll have no problem using this Birdie, in short. And yet, we were saying, it looks completely different. It’s overall smaller but also definitely heavier, but we don’t think it’s a weak point: being completely made of metal parts, steel or aluminium, it gives an overall impression of great solidity; so there are no plastic parts and concerns about the wear and tear of the friction parts remain in this case purely theoretical speculations. To damage it, it has to be melted down or hammered heavily. It also works completely visible, in the sense that there are no points where the rope remains hidden inside the device. This is a big plus for the durability of the rope, because there is no dust accumulating anywhere. The working axis of the device is very well designed: the rope enters straight and exits straight, not creating twists. If you have to record them, be aware that they are caused by upstream corners (probably belaying) and not by corners on the ground.
Now let’s come to comfort of use and general efficiency. In these fields the Birdie doesn’t behave very differently from all the competition; that is, here too the influence of the type of strings used is crucial; on the contrary: the Birdie has the widest declared range of millimeters of the market, ranging from 8.5 to 10.5mm, so potentially the differences are even greater.
The use declared similar to the bucket is true, but only with small strings; with increasing thickness it must be used in a more classic way, that is, by lowering the lever so that it seemed to us very similar to what is done with the Grigri.
Neither more comfortable nor more uncomfortable. The same is true for the lowering phase: once you are used to the pressure to be exerted on the lever, everything works without strangeness from the beginning to the end of the lowering. Also similar is the dynamism in holding flights, you would need precision instruments to attribute numbers otherwise imperceptible. A panic device is missing, which doesn’t make it particularly attractive for artificial gyms, but it has to be said that, as the lever opens wide, the device tilts longitudinally in a way that makes it very easy for the incoming rope to rub against the outgoing rope; let’s say that it is very easy because the head that goes towards the ground is always held with the right hand and therefore it is very likely that in case of panic on the part of the belayer the rope slows down its sliding thanks to this friction that with large ropes can also be very strong. Even without the anti-panic, the Birdie can also be interesting for gyms thanks to the presence of a small hole on the right bow in which to place a self-tapping screw (supplied) to prevent the device from being opened by unauthorized persons. This allows you to perform this important function without having to modify the belayer (as you are forced to do with the Grigri) or add third parties such as electrician’s clamps etc…etc.. Finally the price, very aggressive: even if often belayers are inexplicably used by shops as “attractive” with ridiculous profit margins, you will probably find it proposed at an average price of 10 euros lower than the Grigri 2; so a nice “discount” for a product synthetically similar. Everyone seems very excited by the idea of being able to use it even with 8.5 single strings (in practice only Beal’s Opera); We believe that the race to the minidiameter, now that climbers have understood how long a super-thin rope lasts at least, is now marginal, especially in times when the number of climbers who are passionate about work has increased compared to those who chase onsight.

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