400€ di multa per un chiodatore ad Arco

Pizzicato dai forestali durante il lockdown

Non si ferma l’emorragia di comportamenti vietati tra gli arrampicatori in questi giorni in Italia e, in special modo, in Trentino. E, purtroppo, ancora una volta, tra professionisti della verticale molto in vista. La storia risale a sabato, quando una pattuglia della forestale, richiamata dagli inconfondibili rumori, è risalita fino alla base del Red Point Wall, una delle pareti più “calde” per l’apertura di nuove vie in zona Arco. C’era ovviamente un chiodatore, impegnato sulla parete. Fatto scendere, gli è stata comminata una multa di 400 €. Si tratta di un climber famoso, ghiacciatore e Guida Alpina. In questo caso omettiamo il nome, anche se potremmo non farlo trattandosi di atleta famoso e molto in vista nella comunità verticale; questa scelta, che farà sicuramente discutere perché si tratta comunque di un reato, è dettata dal fatto che stava chiodando, non si stava divertendo con gli amici. Anche se nel momento e nel modo sbagliato, stava rendendo un servizio gratuito, anzi in questo caso particolarmente costoso, alla comunità dei climbers. Resta il fatto che le nostre fonti nei posti più caldi della scalata italiana ci dicono che ad Arco, a Finale, a Lecco e nella bergamasca di gente a scalare in barba ai divieti ce n’è parecchia, e questo non fa onore alla comunità dei climbers. Una domanda banale su tutte: cari contravventori, ma riuscite a scalare sereni e rilassati sapendo che un errore di manovra o un sasso dall’alto potrebbero trasformare in un attimo la vostra giornata di trasgressione in qualcosa d’altro?

forbidden behaviours among climbers these days in Italy don’t stop at all, especially in Trentino. And, unfortunately, once again, among professionals very much in view. The story goes back to Saturday, when a patrol, attracted by the unmistakable noises, climbed up to the base of the Red Point Wall, one of the “hottest” walls for the opening of new routes in the Arco area. Obviously there was a routesetter, busy on the wall. When he descended, he was fined 400 €. He is a famous climber, ice climber and mountain guide. In this case we omit the name, even if we could not do it because he is a famous athlete and very prominent in the vertical community; this choice, which will certainly make us argue because it is still a crime, is dictated by the fact that he was working, not having fun with friends. Even if at the wrong time and in the wrong way, he was doing a free service, in this case particularly expensive, to the climbing community. Theater is that our sources in the hottest places of Italian climbing tell us that in Arco, in Finale, in Lecco and in the Bergamo area there are a lot of people climbing in spite of the prohibitions, and this does not do honor to the community of climbers. One trivial question about all of them: dear offenders, but can you climb peacefully and relaxed knowing that a manoeuvring error or a rock from above could turn your day of transgression into something else in an instant?

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