33 giorni da sola in parete

Un’altra grande avventura per Silvia Vidal

Da sola su una Big Wall cilena per la bellezza di 33 giorni, escluso il tempo necessario all’avvicinamento e alla preparazione alla salita. La spagnola Silvia Vidal ne ha fatta un’altra delle sue, tracciando un’altra via nuova attraverso la patagonica parete Ovest del Cerro Chileno, una bestia di 1180 metri di sviluppo, con 300 su granito verticale. E’ la sua più lunga permanenza solitaria in parete, ancora più delle vie Espiadimonis sulla Serranía Avalancha, sempre in Cile e “Un pas més” in Alaska. Arrigetch Peaks, Xanadu..

la Regione dell’Aysèn cileno

“Ero sola e totalmente isolata e senza comunicazioni; niente radio, niente telefono, niente GPS, nessun tipo di dispositivo di comunicazione per un mese e mezzo, da sola nella valle. Dopo aver piazzato le fisse sui primi 180 metri, ho passato 33 giorni in parete (dal 7 febbraio al 10 marzo) per aprire una via chiamata “Sincronia Màgica”, 1.180 metri di salita, A3+/6a+ più 30 minuti all’ago più occidentale, che si è rivelato non essere la cima principale.

La parete è enorme e verticale. Ci sono 330 m. di terreno verticale, con molta vegetazione che impedisce di godersi l’arrampicata in quel tratto e non so nemmeno come si possa darle una valutazione, un grado. L’ho salita in MT (Bush “Matojo” Traction). Cioè, per scalare le fessure verticali, piene di vegetazione, ho usato ramponi e una piccozza. Protezioni poche o precarie. Il resto del percorso (gli 850 metri rimanenti) è costituito di placche e fessure, alcune erano grandi (fuori larghezza e camini) ed erano pulite. Le placche hanno spesso muschio, che però scivola solo quando sono bagnate. È una parete complessa, difficile da percorrere, non solo per la difficoltà della salita, ma per la quantità di manovre necessarie per muoversi su quel terreno; molti tetti, traversi, pendoli… per collegare fessure e placche. Sulla via ho usato 3 diversi bivacchi in parete, salendo in stile capsula. La discesa da sola è durata 4 giorni interi, e ho dovuto sistemare i tiri prima di calarmi con tutto il materiale che avevo.

E’ un posto dove anche la meteorologia influenza molto l’arrampicata.Considerando la zona, ho avuto un tempo abbastanza buono, anche se ha piovuto il 50% dei giorni (di solito è di più). Ci sono state due grandi tempeste di pioggia e vento forte. Quando c’è vento, stare in parete qui è pericoloso. Ma il vento non è normale, la pioggia sì.

16 giorni per caricare l’attrezzatura (andare e tornare). Avvicinamento per ghiacciaio, foresta e morena del ghiacciaio, per trasportare un totale di 6 pacchi da 25 kg ciascuno (150 kg). Andrea, Marco e Manu, che lavorano nella zona e ai quali sono profondamente grato, si sono offerti di aiutarmi con un trasporto ciascuno. Il resto dei carichi li ho fatti da sola, facendo più di 150Km.

Leggendo le informazioni che sto scrivendomi potrebbe sembrare un posto poco desiderabile. Non lo è. Il posto è incredibile, bello e intenso e quello che ci ho vissuto è riassunto dal nome del percorso (“Sincronia Màgica”).

Quando le cose, nonostante le complicazioni e le imbracature, scorrono e continuano ad andare avanti, per diventare finalmente quello che ci si aspettava, l’esperienza è valsa la pena. Per tornare da una spedizione in cui si è stati soli e isolati, ci vuole un po’ di tempo e di acclimatazione alla “civiltà” per potersi adattare ai cambiamenti. Ma questa volta chi è cambiato è l’intero pianeta. Il mondo è cambiato e anche noi.

Sono riuscita a rientrare in patria quando il Cile aveva già chiuso i confini. I miei voli originali erano stati cancellati, ma in qualche modo ce l’ho fatta a tornare, perché rimane un po’ di operatività residua nei cieli.

E possibile organizzare con Silvia serate di grande montagna e anche conferenze motivazionali. Per saperne di più su di lei ecco il link al suo sito web

English:

A first wall ascent and a new route on the West face of Cerro Chileno, Patagonia, Chile. Aysén region. 

Solo first ascent by Sílvia Vidal. 

Alone and totally isolated and incommunicado; no radio, no phone, no GPS, any kind of communication device for a month and half, in the Chileno valley. 

After fixing the first 180 meters, I spent 33 days living on the wall (from 7th February until 10th March) to put up a route called “Sincronia Màgica”, 1.180 meters climbed, A3+/6a+ plus 30 minutes to the westernmost needle, which turned out not to be the main summit.

The wall is huge and vertical. There is 330 m. vertical terrain, with much vegetation that prevents enjoying the climbing in that section and I don’t even know how to graduate it. I have marked it from MT (Bush “Matojo” Traction). To climb vertical cracks, full of vegetation, I used crampons and an ice ax. Void or difficult protection.

The rest of the route (the 850 remaining meters) of slabs and cracks, some were big (offwidth and chimneys) and they were clean. The slabs have moss that slips only when wet.

It’s a complex wall, difficult to progress, not just because of the difficulty of the climb, but because of the amount of manoeuvres that are necessary to move around that terrain; many roofs, traverses, pendulums … to link cracks and slabs.

The route has 3 wall camps, capsule-style climbing.

The rappels took 4 entire days, and I had to fix the pitches before rappelling them with the haulbags.

Meteorology also determines the climbing.

Considering the area that is, I had quite good weather, although it rained 50% of the days (usually is more). There were two big storms of rain and strong wind. When it’s windy, being on the wall is dangerous.

The wind is not usual, the rain is.

16 days loading the equipment (go and return). Approach by glacier, forest and glacier moraine, to carry a total of 6 packages of 25 kg each (150 kg).

Andrea, Marco and Manu, who work in the area and to whom I am deeply grateful, the offered to help with one carry each one. The rest of loadings I made them on my own, doing more than 150Km.

Reading the information it seems like a hell of a place. It’s not. The place is amazing, beautiful and intense and what I lived there is summarized by the name of the route (“Sincronia Màgica”). 

When things despite its complication and harness flow and keep going, to finally become what you expected, the experience was worth it. 

To return from an expedition where you has been alone and isolated, requires some time and acclimatization to the “civilization” to be able to adapt to the changes. But this time who has changed is the whole planet. The world has changed and we too.

Sílvia Vidal

www.vidalsilvia.com you can contact her for lectures (mountaineering and motivational)

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