Melloblocco: definitivo il NO

Melloblocco: definitivo il NO

I responsabili hanno gettato la spugna. Probabilmente dopo aver contattato i pochissimi sponsors tecnici in grado di sostituire economicamente Marmot, si sono resi conto che sarebbe stata una poco probabile rincorsa finale al budget richiesto. Quindi game over. La nostra analisi è la seguente: l’evento si è ripetuto negli anni con successo di pubblico, un pubblico che solo in piccola parte continua a frequentare la valle durante il resto dell’anno. Aree come Magic Wood, Cresciano, Chironico sono complessivamente più frequentate dai boulderisti di quanto non lo sia la Val Masino. L’effetto vuoto-pieno-vuoto non ha avuto sulla valle (operatori e abitanti) l’effetto auspicabile, che era quello di rendere il vuoto un po’ meno vuoto durante il resto dell’anno. In più, con l’eccezione dei produttori di scarpette, il MelloBlocco non ha saputo rendersi davvero appetibile agli sponsor tecnici e non tecnici. I numeri esibiti negli anni avrebbero dovuto essere sufficienti a coinvolgere sponsor anche non tecnici, storicamente assenti in Val Masino. Marmot, che ha permesso lo svolgersi nella manifestazione negli ultimi anni, ha messo una pezza a una situazione difficile già tre anni fa, in un certo senso abbracciando uno sport, il bouldering, che non è propriamente il suo core-business. Tutta da verificare anche l’appetibilità della manifestazione anche per i piccoli sponsor tecnici, che hanno lamentato negli anni uno scarso ricambio dei frequentatori della manifestazione. La birra, però, era andata alla grande…

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