Harada, Garnbret e Schubert: il gran successo del mondiale di Innsbruck

E proseguito e si è concluso con paraclimbing, bouldering e combinata il miglior mondiale della storia dell’arrampicata. Il campione di Giappone Harada ha sbancato il mondiale malgrado una stagione internazionale non ecceslsa; la Garnbret è di un altro pianeta anche se la Noguchi ha avuto la sua chance per invertire la rotta nel boulder, Schubert è al top del top di carriera, purtroppo per Ondra. Archiviato il problema del piede sui cartelloni, tutto il resto è filato liscio e spettacolare, ad eccezione di qualche boulder un po’ noioso da guardare a causa di una partenza troppo difficile. Organizzazione, coreografia, riprese televisive, regia, disposizione del pubblico, tempistiche, sovraimpressioni, suoni… Innsbruck ha fissato i nuovi parametri dello spettacolo in arrampicata e da lì in avanti sarà un bel partire. Di tutto ciò ha fatto parte anche la velocità, perchè il regolamento olimpico la impone per la conquista della medaglia. Quanti specialisti della velocità sono finiti nella finale a sei? Nessuno. Quanti secondi tra il primo specialista della velocità e Tomoa Narasaki (il più veloce tra i climber normali)? Pochi attimi.  Quindi perchè continuare questa buffonata internazionale con questa formula della via sempre uguale da percorrere in un tempo inferiore ai 100 metri piani?  Perchè è nel regolamento deciso a suo tempo dai piani alti. Il bouldering italiano è ai minimi storici da parecchio tempo, Moroni (ottimo 13°) a parte. Giorgia Tesio è oltre il 40° posto. Troppo poco. Una rifondazione del settore giovanile è necessaria, ma troppe orecchie non vogliono sentire questo discorso. Quando hai un figlio che viene convocato lo stesso, anche se non ha alcuna speranza di un piazzamento decente, il selezionatore è il tuo idolo e non lo cambieresti mai…

It continued and ended with paraclimbing, bouldering and combined the best world championship of climbing history. Filed the problem of the foot on the hype boards, everything else is spun smooth and spectacular, with the exception of some boulder a bit boring to look because of a too difficult start. Organization, choreography, television shooting, direction, audience disposition, timing, overlays, sounds … Innsbruck has set the new parameters of the show in climbing and from there on it will be a good start. Of all this was also part of the speed, because the Olympic rules require it to win the medal. How many speed specialists ended up in the final six? Nobody. How many seconds between the first speed specialist and Tomoa Narasaki (the fastest among the normal climbers)? Few moments. So why continue this international antics with this formula of the same way to go in a time less than 100 meters? Because it is in the regulation decided at the time from the upper floors. Italian bouldering has been at historic lows for a long time, Moroni (excellent 13th) apart. Giorgia Tesio is over 40th place. Too little. A re-foundation of the youth sector is necessary, but too many ears do not want to hear this talk. When you have a son who is called the same, even if he has no hope of a decent placement, the selector is your idol and you would never change it … 

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